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Amén

Que te acoja la muerte
con todos tus sueños intactos.
Al retorno de una furiosa adolescencia,
al comienzo de las vacaciones que nunca te dieron,
te distinguirá la muerte con su primer aviso.
Te abrirá los ojos a sus grandes aguas,
te iniciará en su constante brisa de otro mundo.
La muerte se confundirá con tus sueños
y en ellos reconocerá los signos
que antaño fuera dejando,
un cazador que a su regreso
reconoce sus marcas en la brecha.
(Da Los trabajos perdidos)

Breve poema de viaje
Desde la plataforma del último vagón
has venido absorta en la huida del paisaje.
Si al pasar por una avenida de eucaliptos
advertiste cómo el tren parecía entrar
en una catedral olorosa a tisana y a fiebre;
si llevas una blusa que abriste
a causa del calor,
dejando una parte de tus pechos descubierta;
si el tren ha ido descendiendo
hacia las ardientes sabanas en donde el aire se queda
detenido y las aguas exhiben una nata verdinosa,
que denuncia su extrema quietud
y la inutilidad de su presencia;
si sueñas en la estación final
como un gran recinto de cristales opacos
en donde los ruidos tienen
el eco desvelado de las clínicas;
si has arrojado a lo largo de la vía
la piel marchita de frutos de alba pulpa;
si al orinar dejaste sobre el rojizo balasto
la huella de una humedad fugaz
lamida por los gusanos de la luz;
si el viaje persiste por días y semanas,
si nadie te habla y, adentro,
en los vagones atestados de comerciantes y peregrinos,
te llaman por todos los nombres de la tierra,
si es así,
no habré esperado en vano
en el breve dintel del cloroformo
y entraré amparado por una cierta esperanza.
(Da Los trabajos perdidos)

© Instituto Cervantes (España), 2004-2013.

 

In Italia la raccolta è stata pubblicata nel 2009 con il titolo Le opere perdute dall’editore Ponte Sisto, curatore M. Canfield.

File photo of Alvaro Mutis from 2007

Lo scrittore e poeta Álvaro Mutis, uno dei più grandi scrittori latinoamericani, grande amico di Gabriel García Márquez, si è spento a Città del Messico, domenica 22 settembre 2013, all’età di novant’anni.

La notizia confermata dal presidente del Consiglio Nazionale per la Cultura e le Arti, Rafael Tovar y de Teresaa tramite il suo account Twitter.

@rtovarydeteresa: “Álvaro Mutis ha fallecido. Mi pésame a Carmen y sus hijos. Y a Gabriel García Márquez por la muerte de su amigo más entrañable”

«Alvaro Mutis è morto. Le mie condoglianze a Carmen e ai loro figli e a Gabriel Garcia Marquez per la morte del suo più caro amico»

Álvaro Mutis, figlio di un avvocato, era nato a Bogotà il 25 agosto 1923. Quando aveva appena due anni si trasferì con la famiglia a Bruxelles dove il padre era stato nominato ambasciatore colombiano.

Ogni anno la famiglia per godersi le vacanze estive raggiungeva la Colombia in nave partendo dal porto fiammingo di Anversa. Il poeta trascorse così gli anni dell’infanzia tra l’ordine e la disciplina della scuola di Saint Michel a Bruxelles e l’atmosfera rilassata della fattoria di canna da zucchero e caffè Coello, fondata dal nonno nel Tolima, zona della Colombia conosciuta come Tierra Caliente. Nell’opera di Mutis molti sono i riferimenti agli innumerevoli  viaggi che fece per mare e terra.

Nel 1932 all’età di nove anni l’improvvisa morte del padre costrinse la famiglia a lasciare Bruxelles e a ritornare in Colombia.

Álvaro Mutis lasciò definitivamente il suo paese nel 1956 e si stabilì in Messico per sfuggire all’accusa di una presunta frode economica.

Mutis pubblicò il primo libro La baldanza  nel 1948, in collaborazione con Carlos Patiño Roselli. Tra le sue opere più note La neve dell’Ammiraglio, Un bel morir e Ilona arriva con la pioggia. Fabrizio De Andrè si ispirò a Imprese e tribolazioni di Magroll il Gabbiere per scrivere la canzone Smisurata preghiera, inclusa nel suo ultimo album Anime salve.

http://youtu.be/hxM5MAJoOk8

In America Latina non è difficile evidenziare due avanguardie poetiche: una che esplora il linguaggio poetico, al di là della tematica sociale, e l’altra più “impegnata”.

Pablo Neruda rappresentò in Cile la vetta della poesia impegnata. In Colombia Mutis, insieme ad altri poeti, all’interno del movimento nadaista nato durante il periodo della violenza, rifiutò l’impegno sociale ormai privo di ogni senso, percorrendo le correnti del surrealismo e del realismo magico. Il lavoro poetico di Álvaro Mutis, rappresenta il riscatto del paradiso perduto dell’infanzia attraverso l’immaginazione e la memoria.

Alcuni dei premi assegnati ad  Álvaro Mutis:

Premio Nazionale di Letteratura, Colombia, 1974; Premio Xavier Villaurrutia, Messico, 1988; Premio Medicis al miglior libro straniero, Francia, 1989; Premio Grinzane Cavour, Italia, 1997; Premio Cervantes, Spagna, 2001.

In Italia, per chi volesse leggerli, i libri di Álvaro Mutis sono pubblicati da Einaudi.

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Addio al poeta Séamus Heaney  voce d'Irlanda e Nobel nel '95

Séamus Heaney (ansa)

Venerdì 30 agosto 2013 l’editore Faber & Faber, ha annunciato la morte del poeta irlandese Séamus Heaney, premio Nobel nel 1995. La notizia diffusasi in tempo reale in tutto il mondo ha dato il via a una serie di articoli e commenti da parte di quanti hanno letto e apprezzato l’arte poetica di Heaney. Il primo ministro irlandese, Enda Kenny, ha detto a «The Irish Times»

“Per noi , Séamus Heaney è stato il custode della nostra lingua, dei nostri codici, della nostra essenza come popolo “.

Séamus Heaney Justin è stato autore di più di una dozzina di raccolte di poesie, oltre a saggi critici e opere per il teatro. Nasce il 13 aprile 1939 in una fattoria chiamata Mossbawn, nella contea di Derry, parte occidentale dell’Irlanda del Nord, da una famiglia cattolica. Maggiore di nove figli, studia a Belfast.

«The New York Times» scrive che, nelle sue opere, Heaney ha ripetutamente esplorato il conflitto e i dilemmi morali che hanno tormentato la sua patria, riuscendo allo stesso tempo ad evitare qualsiasi tono polemico. Inoltre Heaney si è rivelato una rarità tra i poeti moderni: lodato dalla critica è stato anche molto letto per la facilità di accesso dei suoi versi, composti da immagini familiari e pensieri universali.

Digging (Scavando) è il primo poema compreso nella sua prima raccolta, The Death of a Naturalist, (Morte di un naturalista) pubblicata nel 1966 dove il poeta descrive suo padre scavare le patate e il nonno scavare torba. Gli ultimi versi, fra quelli più conosciuti, sembrano deporre un manifesto personale :

Tra l’indice e il pollice riposa
La mia penna tozza e comoda come una pistola.
Sotto la finestra il suono netto e stridulo
Della vanga che affonda nella terra ghiaiosa:
mio padre, che scava. E guardo giù
Finché la schiena gli si abbassa tra le aiuole
E torna su vent’anni prima
Piegandosi a tempo tra le piante di patate
Dove sta scavando.
Ma io non ho la vanga per seguire uomini così.
Tra l’indice e il pollice
Ho la penna.
Scaverò con quella.

(da Scavando, di Séamus Heaney)

Oltre alle raccolte poetiche, consiglio agli amanti della poesia la lettura del saggio Sulla poesia

Sulla poesia di Seamus Heaney

Fra le sue traduzioni più acclamate, la riscrittura del poema Beowulf, a cura di Massimo Bacigalupo; con un saggio di J. R. R. Tolkien, Roma, Fazi, 2002.

Beowulf. Testo originale a fronte

Segnalo inoltre il post di Massimo Gramellini da «La Stampa» del 31 agosto

Jaime Sabines è un poeta contemporaneo (1926-1999) nato e vissuto in Messico. Poeta al di fuori dei circoli letterari e delle accademie, Sabines è notoriamente amato dai messicani, che assistevano ai suoi reading letterari come a un concerto di una rock star, e che oggi ricordano e cantano le sue poesie più famose come Los amorosos, Algo sobre la muerte del Mayor Sabines, Tarumba, per citarne alcune.

Sabines

Sabines è un poeta carnale, empirico, dionisiaco. Consapevole, e per questo amareggiato, che l’uomo è un fiore che marcisce, un frutto che matura e cade dall’albero, il poeta messicano non s’interroga sull’aldilà, ma si aggrappa a tutto ciò che qui e ora, su questo nostro mondo, può darci piacere, allegria; su tutto ciò che può momentaneamente farci dimenticare che siamo creature a tempo, sotto la tirannia di un dio, che come un vecchio giocherellone e sbadato, si diverte a giocare con gli uomini come con dei soldatini di piombo.

Sabines ama la donna e il suo corpo. Adamo ed Eva s’incontrano e amandosi tengono a distanza la morte, la dimenticano per un istante. Ma Sabines è anche il poeta dell’ironia, nei confronti di se stesso, del mondo che lo circonda, di dio ( con il quale egli nella parte finale della sua produzione poetica dialoga scherzosamente); è il poeta romantico e tenero che dichiara il suo amore alla donna amata in stile nerudiano, paragonandola al corpo disteso di una cordigliera con le sue forme sinuose, le sue rotondità; è il poeta padre che inventa filastrocche per fare addormentare il figlio malato; è il poeta che canta il dolore per la perdita di un genitore o di un persona cara.

Jaime Sabines nei suoi versi grida la vita, la sua normale e dolorosa quotidianità, e per questo ci piace.

TI AMO ALLE DIECI DEL MATTINO, e alle undici, e a mezzogiorno. Ti amo con tutta l’anima e con tutto il mio corpo, a volte, nei pomeriggi di pioggia. Ma alle due del pomeriggio, o alle tre, quando mi metto a pensare a noi due, e tu pensi al pranzo o alle faccende domestiche o ai passatempi che non hai, comincio a odiarti sordamente, con la metà dell’odio che ho per me.

Poi ti amo di nuovo, quando dormiamo e sento che sei fatta per me, che in qualche modo me lo dicono il tuo ginocchio e il tuo ventre, le mie mani me ne convincono, e non esiste per me un altro luogo dove andare, dove arrivare, migliore del tuo corpo. Tu mi accogli con tutta te stessa, ed entrambi scompariamo un istante, ci mettiamo nella bocca di Dio, fino a che non ti dico che ho fame o sonno.

Tutti i giorni ti amo e ti odio irrimediabilmente. E ci sono anche giorni, ci sono ore, in cui non ti conosco, in cui mi sei estranea come la donna di un altro. Mi preoccupo degli uomini, mi preoccupo di me, mi distraggono le mie pene. È probabile che non penserò a te per molto tempo. Chi potrebbe amarti meno di me, amore mio?

(Introduzione e traduzione di Angela Saliani)

 Nella pagina Una rosa una poesia un libro  si possono leggere queste tre poesie di J. Sabines La lunaSpero di riuscire a guarire da teChe usanza barbara