Punti di vista

Racconto breve di Giusi R.

Ebbene si, lo ha fatto! Ineccepibile, coerente, corretta nella sua logica, etica negli intenti.

Mi aveva esposto l’idea con argomentazioni che avrebbero dovuto rassicurarmi: una vita scialba e prevedibile in cambio dell’avventurosa incognita di un futuro brillante.

La realtà è ben diversa e ora sono qui, solo e spaventato. Il muro su cui poggio ha il potere di trasmettermi brividi di freddo misti a un ansia ossessiva. Troppo spazio, troppo cielo, troppo sole. La prospettiva di nuovi e numerosi incontri avrebbe dovuto eccitare il mio innato bisogno di fama e successo, la voglia di essere cosmopolita. Invece no!

Rivoglio il caldo tepore della nostra casa, gli odori un po’ stantii, forti forse, ma rassicuranti; la nebbia fumosa di troppe sigarette, il profumo del legno lucidato, le folate improvvise del vento gelido che si insinua, prepotente, da una finestra spalancata.

Soffocato magari, immobilizzato nella staticità del quotidiano trascorrere del tempo, senza colpi di scena inaspettati; tutto così immobile e prevedibile eppure così rassicurante.

Ora, invece, solo paura. Le nuvole hanno coperto il cielo, il sole scompare lento, dietro un orizzonte invisibile ai miei occhi. Nessuno si accorge di me: gambe frettolose oltrepassano il mio dolore, sguardi distratti persi nei loro mondi, non c’è tempo per la pietà e arriva anche uno spintone: vacillo, ondeggio, un quarto di giro su me stesso e mi ritrovo sull’asfalto.

Quale imbarazzo! Cosa potrà accadermi ancora? Il buio ormai è sceso sulla città e io non ho un tetto che mi protegga, un amico che mi rassicuri. Il freddo si insinua fra le pieghe sgualcite del mio abito insufficiente a coprirmi.

La notte trascorre, lenta, scandita da un silenzio quasi innaturale, interrotto qua e là da suoni ovattati o dallo stridore improvviso di freni sull’asfalto. L’alba mi ritrova annichilito, ma la paura ora si attenua sostituita da un filo di speranza a cui mi aggrappo, con forza.

Il mondo si rimette in moto e i primi a arrivare sono gli operai della nettezza urbana. Rimango nascosto nel mio angolo e sfuggo ai loro sguardi insensibili. Ora il sole è ormai alto e la città è sveglia e pronta a ripartire.

Inaspettato arriva il contatto: una mano mi sfiora, ne avverto il calore. Stuzzico la curiosità e l’interesse crescente che quel tipo sconosciuto manifesta ora, apertamente. I suoi occhi mi scrutano a fondo, poi l’interesse scema, si spegne, avverto il distacco, immediato. Sono nuovamente alla mercé di centinaia di sguardi distratti, a spintoni e borbottii.

Trascorre il secondo giorno in un’inutile attesa. Supererò ancora una notte per strada? Quale sarà il mio destino. Finirò i miei giorni vagando senza meta, sporco e sbiadito fra i rifiuti di questa società?

La mia voglia di riscatto non ha più quotazioni quando la sento arrivare. Si avvicina titubante, si guarda intorno, mi cerca con lo sguardo, mi vede, mi tocca, sorride.

Questa volta il calore della mano che mi stringe è talmente forte che brucia.

«Che idea fantastica il bookcrossing!» sussurra la ragazza, e mi accarezza voluttuosa.

«Per voi lettori» vorrei risponderle «ma per noi, poveri libri, che STRESS!»

commenti

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...