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L’amica lettrice Maria Civita D’Auria ci invia la sua recensione al libro Follia di Patrick McGrath ricordandoci così il concorso RiSCRIVI il tuo finale indetto dalla libreria Cartacanta di Monterotondo e abbinato ai corsi di scrittura creativa di #mestierelibro

Follia, Patrick McGrath

Follia (Asylum)

di Patrick McGrath

ADELPHI edizioni

marzo 1998

pp. 294, copertina flessibile

collana Fabula

 

Incipit

Le storie d’amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni.

Siamo nel 1959, Stella è la moglie infelice di Max, vicedirettore del Mental Health Act, un grande manicomio criminale nei pressi di Londra. Lei è bella, florida e un po’ regale. Lui è un uomo cupo, freddo, debole e senza fantasia. Hanno un figlio di dieci anni che si chiama Charlie. Ma il loro è un matrimonio di apparenza. Così quando Stella conosce Edgar se ne sente subito attratta sessualmente. Edgar è uno scultore, un artista, ma è anche un paziente dell’ospedale. Difatti si trova ricoverato in questo manicomio, per aver ucciso sua moglie Ruth perché convinto della sua infedeltà. Essendo un paranoico con violentissime crisi di rabbia, dopo averla uccisa, la fa a pezzi e scava la sua testa come fosse una scultura. Adesso all’ospedale si trova in regime di semi libertà ed è ingaggiato da Max, il marito di Stella, per curare l’orto e la serra della sua casa. E’ qui che Stella e Edgar si conoscono. E’ estate, Stella indossa abiti leggeri che esaltano la sua sensualità e anche Edgar con il suo corpo atletico è molto attraente. Così, tra i due, è inevitabile fare sesso insieme. La prima volta accade nella serra in modo un po’ primitivo, con un misto di smania famelica e di istinto. Gli incontri si ripetono e tra i due scoppia una passione selvaggia e ossessiva che, con il tempo, danneggia la salute mentale di Stella. Amare Edgar in questo modo distrugge la vita della donna e quella dei suoi familiari.

I fatti sono raccontati proprio dal dottor Peter Cleave, psichiatra che ha in cura Edgar e voce narrante di questa storia. Consiglio di leggere “Follia” perché è molto coinvolgente. Il lettore resta incollato dalla prima all’ultima pagina senza mai stancarsi, attratto da una buona scrittura e dal ritmo incalzante. La trama e i personaggi sono forti, complessi, ma il finale non è come ce lo siamo immaginato e ci lascia un po’ amareggiati, anche se ci rendiamo conto che, dati i fatti narrati, l’autore scrive la conclusione più logica.

Maria Civita D’Auria

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PRIMA PARTE

#LIBRINFESTIVAL MINUTO PER MINUTO 2

SFOGLIANDO LE PAGINE DI “STAGIONINCITTÀ”, LA CARRELLATA DEGLI INCONTRI DI #LIBRINFESTIVAL CONTINUA CON I LIBRI PRESENTATI NELL’AMBITO DELLA MARATONA LETTERARIA NEI MESI DI NOVEMBRE, DICEMBRE 2015, GENNAIO 2016

#Librinfestival, mestierelibro

#lIBRINFESTIVAL, MESTIERELIBRO

Sorgente: #Librinfestival minuto per minuto

Agosto, tempo di relax! 

Mentre la giuria di #Librinfestival, ligia al regolamento, approfitta del periodo di riposo per portare a termine la lettura dei tredici testi in concorso, ai blocchi di partenza si preparano autori, editori e libri in concorso per la Seconda Edizione di questa entusiasmante maratona letteraria.

Per gli assenti e per ricordare quanto fatto nella prima edizione, passiamo la parola a «StagionInCittà», progetto di rivista nato dai laboratori di editoria e scrittura di Mestierelibro, piccola scuola del libro, con articoli e racconti firmati dagli allievi dei corsi.

L’inserto, firmato da Silvia Di Tosti, propone una carrellata degli incontri che, nei primi nove mesi di vita di #Librinfestival, hanno visto protagonisti: libri, autori, editori, pubblico e giuria!

Si inizia con il mese di ottobre 2015: anteprima e primi due libri in concorso:

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Sorgente: StagionInCittà

#StagionIncittà numero 0: Un piccolo sogno di carta, testimonianza di un anno di impegno, libri, letture, allegria, amicizia e fiumi di té (offerti da Silvia Di Tosti) a cura di #mestierelibro e dei laboratori di editoria e scrittura.

StagionInCittà, mestierelibroLe riviste che prendono vita da un laboratorio hanno sempre un sapore artigianale. #StagionInCittà è appena nata e ha ambizioni artigiane, ma non solo. Partiamo dalla prima ambizione, il titolo: StagionInCittà. La scelta nasce sia dalla raccolta Le stagioni in città di Italo Calvino, sia dai progetti che hanno dato origine alla rivista, uno per ogni stagione.

Si inizia con mestierelibro, piccola scuola del libro, progetto finalizzato a incrementare la lettura e la conoscenza del “prodotto libro”. Riprende le linee guida delle opere di Italo Calvino che esordisce raccontando la guerra con gli occhi di un bambino e mette in scena un mondo fiabesco passato, specchio dei mali della società presente. In seguito Calvino continuerà a esplorare la fiaba, anche quando la ricerca strutturale e combinatoria si fisserà in quel piccolo capolavoro in cui Marco Polo narra all’imperatore Kublai Khan Le città invisibili, in una visione immaginaria e poetica.

Segue il progetto letteratura di carta che ama la letteratura del Novecento, quella dei contemporanei, i sempreverdi e i titoli vintage, una letteratura per ogni stagione. Si entra subito in tema con la nascita di una nuova voce nel coro dell’editoria italiana «La nave di Teseo», casa editrice diretta da Elisabetta Sgarbi fuoruscita dalla Bompiani dopo la fusione Mondadori-Rizzoli e seguita in questo nuovo progetto da un nutrito gruppo di autori.

La rubrica è curata da Emanuele Trovò, che nei fine settimana gestisce Cartacanta, bancarella dell’usato, e dal mese di agosto 2016 trasferirà la sua passione nell’omonima libreria dell’usato in via E. Riva 21, Monterotondo (Rm).

E ancora l’idea di garantire un punto informativo sul panorama dell’offerta culturale alle porte di Roma, stagione dopo stagione. Se ne occupa Silvia Di Tosti animatrice dell’iniziativa Baratto lib(e)ro, scambio di libri usati, e attiva da anni nel mondo del lavoro sociale e del cooperativismo. Il primo appuntamento per la sua rubrica è con La stagione del teatro Ramarini a Monterotondo. Seguono gli incontri con i protagonisti dei luoghi che in questa prima edizione hanno ospitato#Librinfestival.

Per finire la proposta di una guida informale su una sana e consapevole alimentazione, al passo con le stagioni, senza rinunciare al gusto. Ad animare la rubrica M. Cristina Lemmi, attenta lettrice e convinta che il mangiar sano migliori l’umore. In questo caso al nastro di partenza è presente La Pasta Madre: una moda o un ritorno alle tradizioni?

Cuore della rivista sarà un inserto reportage, completamente dedicato a #Librinfestival, maratona letteraria e festival itinerante che premia i mestieri del libro e che ha la durata delle quattro stagioni.

#StagionInCittà ha l’ambizione di voler essere una rivista curata, creativa, utile, leggera, chiara, autentica. Parla di cultura, è ricca di eventi, piena di stimoli, al punto da intrigare il fruitore più attento e partecipe. Si avvale di un gruppo di moderni apprendisti: curiosi, tecnologici, grandi camminatori, sguinzagliati alla scoperta di nuovi e più interessanti incontri culturali. Promuove i racconti degli allievi del corso di scrittura creativa sul tema del tutto casuale dei Non luoghi racconti inseriti in Prospettive.

Un programma dove l’ambizione è la spinta a realizzare un sogno, grazie anche alla partecipazione e alla generosità di quanti ci hanno creduto, seguito e sostenuto con un impegno costante. I laboratori di mestierelibro, partiti nel mese di novembre 2015 con l’entusiasmo dell’esordio, hanno superato autunno e inverno e, con l’arrivo della primavera, si apprestano a dare prova di quanto appreso. L’estate godrà dei frutti del lavoro svolto.

A tutti voi il piacere di leggerci.

Giusi R.

Cogliamo l’occasione della vittoria del Premio Franco Fedeli 2015 di Piergiorgio Pulixi con Il Canto degli innocenti per complimentarci con lui e riportare la cronaca dell’incontro del 28 ottobre.

Il 28 ottobre 2015 mestierelibro ha inaugurato i suoi corsi presso la sede di Baratto Libero. La serata si è conclusa con una visita presso la Ubik di Monterotondo per assistere a un nuovo incontro con i libri di Piergiorgio Pulixi autore prolifico e comunicativo che qui a Monterotondo ha un seguito di fedeli lettori. L’autore ha presentato Per sempre, terzo capitolo della saga dell’ispettore Biagio Mazzeo.

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PER SEMPRE
Piergiorgio Pulixi
edizioni E/O
2015, pp. 304
ISBN: 9788866326847
Collana: Sabot/age
Disponibile in ebook
€ 16,50

 

 

La paura è più forte dell’amore e l’ispettore Mazzeo l’ha vissuto sulla sua pelle.
Per la prima volta il poliziotto è tentato di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare da zero con Nicky, la ragazzina che gli è stata affidata. I suoi nemici non sono dello stesso parere e lottare per la sopravvivenza sarà di nuovo l’unica opzione possibile.
Mazzeo, combattuto tra il desiderio di essere un capo freddo e temuto come Ivankov, il mafioso ceceno da cui è ossessionato, e l’amore fraterno per i suoi uomini, dovrà decidere una volta per tutte chi essere e da che parte stare, e scegliere tra l’amore per la sua “famiglia” e il potere. In un finale che cambierà per sempre il suo destino, Mazzeo scoprirà che la vendetta non è un’arte ma una scienza. (dalla quarta di copertina)

Piergiorgio Pulixi, La notte delle pantere

 

La presentazione si apre con i complimenti all’autore per la vittoria del Premio Glauco Felici 2015 con il romanzo La notte delle pantere Edizioni E/O, secondo capitolo della saga dell’ispettore Biagio Mazzeo.

Il terzo capitolo, appena uscito in libreria, Per sempre, ha per protagonista l’ispettore Mazzeo, capo del “branco”, la squadra della sezione narcotici che agisce in una città a cui l’autore preferisce non dare un nome. In uno dei precedenti incontri Pulixi ne aveva spiegato il perché.
Le ambientazioni in cui si svolgono le mie storie sono “non luoghi”. Scrivo polizieschi e il mio autore di riferimento è Ed McBain con la sua serie di romanzi dell’87º Distretto. McBain non localizzava le sue storie in una città reale e lo faceva per non avere limitazioni dal punto di vista narrativo. Io non volevo che il luogo prevalesse sui personaggi. Per questo motivo chiamo la città immaginaria “giungla”.

In questo ultimo romanzo l’evoluzione della storia porterà Mazzeo a scendere a compromessi per salvare il suo “branco”.

Per sempre è il romanzo delle conseguenze. L’ispettore inizierà a fare i conti con quello che significa essere capo e con le responsabilità che comporta. Ivankov lo aveva avvisato di non abbandonarsi all’amore, ma Mazzeo non è un filosofo, non ha fatto studi classici, è un uomo che viene dalla strada, vuole tutto e lo vuole subito, e inizierà a pagarne le conseguenze.
L’uomo della copertina rappresenta Mazzeo che, sotto la camicia squarciata, mostra quello che gli brucia nel petto: un uomo mentre avanza fra le fiamme. Quell’uomo è Ivankov”

E se da un lato Mazzeo attrae per il suo “magnetismo animale”, come lo chiama Piergiorgio, ci sono momenti in cui l’«uomo» mostra le sue debolezze. Il personaggio di Mazzeo è costruito fin nei minimi dettagli, come gli altri personaggi, tutti ben delineati e riconoscibili nelle loro caratteristiche. Alla domanda se tecnicamente si costruisce prima il personaggio o la storia Piergiorgio risponde che la storia di Biagio Mazzeo è corale.
Ciascun personaggio ha una sua storia individuale e ogni storia si incastra e fa parte di un progetto più complesso e ampio. Quando penso al romanzo penso a un mostro con tante teste. Tecnicamente sto dentro questa storia da tempo. Il primo libro è uscito nel 2012. Ho studiato il personaggio di Mazzeo per circa tre anni ed è la summa di varie persone, anche reali.
Pulixi dice di mantenersi distante rispetto alla fisicità dei personaggi, mentre scava nel vissuto più intimo, senza compiacimento, ma per dare spessore alle infinite sfaccettature che ne fanno il carattere.

Piergiorgio PulixiUso la tecnica della “prospettiva variabile” cerco di mollare il personaggio negli attimi cruciali per lasciare il lettore con il fiato sospeso e spingerlo a proseguire fino alla fine. Questa tecnica è tipica degli sceneggiatori. Quando iniziamo a lavorare abbiamo già la scaletta con tutte le scene preparate, sappiamo anche in quale giorno andremo a lavorare su quella scena, seguendo la scaletta. Andando avanti con il lavoro di costruzione, scena dopo scena, ogni personaggio diventa parte di te e tu parte di lui. L’autore, il romanziere, è molto più simile all’attore, si deve calare totalmente nel personaggio, diventare e agire come lui e a volte i personaggi diventano fantasmi dentro cui ti cali e questo fa si che il lettore si trovi a vivere direttamente la storia, viene teletrasportato in una dimensione altra che è qualcosa di più che leggere.
Secondo me tutte le azioni di Biagio sono dettate dall’amore anche se la sua storia parte dalle violenze subite dell’infanzia, dal momento stesso in cui ruba una bambola per regalarla alla sua amica Donna. Questa sarà la motivazione più grande a spingerlo verso la vendetta. Tutto il libro si gioca sulla vendetta e sulla dualità fra la vendetta degli uomini e la vendetta delle donne, più fredde, pratiche, razionali, capaci di comprendere che la morte non è il punto più alto della vendetta, ma è piuttosto la privazione di quanto di più caro abbiamo. Le donne vendicatrici sanno capire dove colpire e soprattutto quando.

Il ruolo delle donne è fondamentale nella vita di Mazzeo a partire dal legame con la madre, la prima donna importante nella sua vita, un rapporto affettivo viscerale che ora riversa su Niki, la figlia del suo collega, nata insieme alla squadra e ormai adolescente. Un personaggio apparso anche nel precedente libro di Pulixi Il canto degli innocenti.
La figura della madre è completamente defilata nel romanzo, anche se l’autore racconta di aver creato una serie di scene con lei come protagonista. Successivamente, in fase di editing, l’editor ha consigliato la scelta di lasciare la madre in ombra, per creare un’ulteriore slabbratura nella vita di Biagio, derivata dal suo non accettare la sottomissione della madre alla violenza del marito. Nelle scene tagliate il rapporto fra madre e figlio aveva un preciso movimento nello scorrere della storia, che si manifestava nei momenti in cui la donna, per sottrarre il bambino alla crudeltà del padre lo mandava a giocare per strada. Di fondo Mazzeo è un fragile, la sua insicurezza è causata dai disagi vissuti nell’infanzia, compensati ora dalla forza e dal coraggio delle persone che gli sono vicine.

Piergiorgio Pulixi, Per semprePer Niki, invece, Biagio rappresenta la figura dell’eroe: è un uomo di potere, fisicamente possente, ricco, il loro rapporto è idilliaco e quando è con Niki il resto non esiste: è la parte più pulita di lui. questa ragazzina l’ha cresciuta, è nata insieme alla squadra e Biagio vuole per lei un futuro diverso dal suo. È questo il dramma che vivrà nel romanzo.
Quando scrivi un romanzo non puoi avere dei filtri, sei schiavo della storia, devi portare il lettore dove la storia porta i personaggi. La storia dove le emozioni sono così forti e la voglia di vivere si estrinseca negli istanti più violenti. C’è una scena di sesso molto forte e racconta di un personaggio completamente allo sbando. Una scena delle più particolari del noir, ma per me era necessaria perché Biagio doveva risvegliare, in quel particolare momento, i suoi istinti più bestiali.
Per sempre è ispirato al Macbeth di Shakespeare. Avevo l’idea di portare l’epica, la tragedia classica dentro il noir. Sono partito dai romanzi d’appendice dell’ottocento, da Hugo o Dumas per raggiungere la tragedia classica, una tragedia che rimanesse ancorata al presente. Mazzeo è un personaggio tragico e come Macbeth pagherà le conseguenze delle sue azioni.
E qui Piergiorgio cita R.L. Stevenson: Tutti, prima o poi, siedono a un banchetto di conseguenze.

Il titolo Per sempre è ripreso dalla canzone di Nina Arzilli, è la canzone di Biagio e Niki. Questa saga ha per tema le relazioni familiari, anche quelle che non sono di sangue e le parole della canzone sembrano proprio descrivere Biagio: un uomo che affoga nei suoi errori, che ha finto di essere qualcuno diverso da lui. Questa è la canzone di Biagio e di Niki. Lo ha capito Biagio appena l’ha sentita.
Il titolo originario del libro era: Qualcosa per cui morire, ma in editoria è vietato mettere nel titolo qualcosa legato alla morte. Di solito non scrivo mai quando sono in tourn, perché i vari spostamenti e gli incontri con il pubblico mi distraggono dalla scrittura, ma in questo caso volevo avere un legame con i lettori e in questi giorni sto scrivendo le ultime pagine del quarto romanzo che uscirà a maggio.

Piergiorgio PulixiPiergiorgio si è dimostrato interessato e attento alle domande dei lettori e degli allievi dei corsi di mestierelibro, proponendo consigli e riflessioni sulla scrittura e sul laboratorio dello scrittore.

Per scrivere occorre sapere usare tutti i ferri del mestiere e soprattutto quando scrivi devi essere tantissime cose: attore, psicologo, poliziotto, giornalista, medico e così via. Si può imparare a scrivere, ma occorre avere anche un pizzico di talento. E poi occorre tanta disciplina. Io mi alzo alle 5 del mattino e scrivo per circa 4 ore. Tutti i giorni, anche quando non ne ho voglia, ma è il mio lavoro: quando devi andare al lavoro lo fai anche se non ne hai voglia.

L’autore
Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982. Fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de Fogu, (edizioni E/O 2008), e singolarmente il romanzo sulla schiavitù sessuale Un amore sporco inserito nel trittico noir Donne a Perdere (Edizioni E/O 2010). È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), miglior noir del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller, e finalista al Premio Camaiore 2013, e proseguita con La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014) e Per sempre (edizioni E/O 2015). Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato anche il romanzo Padre Nostro e il thriller psicologico L’appuntamento (Edizioni E/O), miglior thriller 2014 per i lettori di 50/50 Thriller. Nel 2015 ha dato alle stampe Il Canto degli innocenti (Edizioni E/O) primo libro della serie thriller I Canti del Male.
Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sul Manifesto, Left, Micromega e Svolgimento, e in diverse antologie. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti, Canada, e Regno Unito. (dal sito della casa editrice)

Giusi R.

«Credo che sempre scriviamo di qualcosa che non sappiamo: scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi attraverso di noi… Dall’altro lato delle parole c’è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione.»

(dalla conferenza “Mondo scritto e mondo non scritto” tenuta a New York da Italo Calvino, nel 1983)

mestierelibro presenta

I nuovi corsi  “i mestieri dell’editoria” che partiranno nel mese di febbraio 2014. Tutti i lunedì a partire dalle ore 18:00

Incontri a tema per svelare vecchi e nuovi segreti del processo editoriale

I corsi si terranno a Roma, presso il Teatro Studio Uno, via Carlo della Rocca, 6

Lunedì ore 18:00-20:00

Sono previsti 10 incontri, un giorno a settimana, per un totale di 20 ore

più un incontro preliminare a titolo espositivo

senza alcun impegno da parte dei partecipanti

costo complessivo del corso 160 euro

Iscrizione gratuita

Gli incontri prevedono una parte teorica, un laboratorio e due uscite

Da quest’anno i laboratori si terranno anche presso la Biblioteca Comunale di Monterotondo (Rm)

Sono previsti 4 incontri a cadenza settimanale, ore 18:00-19:30, per un totale di 6 ore. Data e giorno da stabilire.

costo complessivo del corso 60 euro

info: mestierlibro@gmail.com

programma

http://www.lacattivastrada.com/