Con un pizzico di brio, in linea con lo spirito del libro, oggi vi propongo Anche i fiammiferi costano, di Ermenegildo Corsini, Scatole Parlanti Edizioni, una novità che ho letto in anteprima, appena uscita in libreria,  a cui tengo in modo particolare per il suo spirito giocoso, il taglio ironico, lo slancio poetico conclusivo.

 

 

Il libro sarà presentato al pubblico sabato 24 febbraio 2018, ore 18,00 presso la Sala Pio XXII, sede della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”.

 

 

 

 

La luce del mattino che ha rotto definitivamente il corso della notte entra trionfante ad annunciare il nuovo giorno qualsiasi cosa sia accaduta, al di là degli eventi. E la stanza vuota respira, respira e ascolta. Ascolta il rumore del mondo.

Questa, che potrebbe sembrare una raccolta di racconti, se ne differenzia per la sua anomalia intrinseca, per la singolare visuale del mondo che ci circonda, che a volte ci sovrasta, ma spesso ci ridimensiona.

Scrive Pessoa in uno dei suoi aforismi

Benedetti siano gli istanti, e i millimetri, e le ombre delle piccole cose.

Il titolo che Corsini ha scelto per i suoi scritti, Anche i fiammiferi costano, sottolinea l’importanza delle piccole cose, quelle che procurano gioia, quelle che ci fanno riflettere, quelle legate al momento contingente o a un ricordo che, senza scomodare troppo Proust, recupera il passato, si materializza nel presente e ne coglie l’essenza. Un titolo dunque che rivela e rileva la dimensione del tema, ma anche la misura ironica dell’autore.

Ermenegildo Corsini torna in libreria con questa seconda fatica letteraria che conferma l’intelligenza evocativa del suo sguardo, il gusto di cogliere i particolari, assaporarne la sintesi dimostrandosi capace di trasmettere vizi e virtù di una società in perenne bilico, fra una contraddizione e un nervo scoperto, senza mai perdere di vista la Speranza.

All’ironia di questi “pensieri inconsueti” come li definisce lui stesso, Corsini affianca il surreale, coniuga la storia con il fiabesco consegnando all’arte visiva la sua massima espressione, fino a immergere nel presente il nobile condottiero Guidoriccio da Fogliano, personaggio storico affrescato su una parete della Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena.

Circondati dal Mondo di cui siamo parte ne ascoltiamo la voce attraverso molteplici canali, ma soprattutto attraverso segni, simboli e piccoli gesti quotidiani. Allo stesso modo la dimensione del Tempo, nel suo trascorrere non disdegna l’azzardo e punta al massimo della posta. Guidoriccio, immortalato nel suo procedere verso Montemassi, si ribellerà all’immobilità metafisica cui è stato costretto dall’arte e sfiderà il Tempo, capovolgendo quel Mondo da cui è rimasto escluso per secoli.

La prima raccolta della miscellanea, dal titolo Dieci racconti a nervo scoperto, include al suo interno la visione di una personale esperienza di vita che porta l’autore a confrontarsi con il Mondo, sull’onda delle circostanze momentanee. Lo scenario si apre con l’inquadratura di una finestra che si spalanca su Mondo e Tempo, nella veste di due personaggi provocatori e dispettosi.

La luce del giorno illumina il mondo, il suo respiro dà vita alle cose che lo abitano, le due categorie del Mondo e del Tempo passano sugli oggetti, le persone, gli avvenimenti, le azioni, l’uno attraverso l’alternarsi continuo del giorno alla notte, l’altro attraverso le singole azioni, per dominare luci e ombre, rumore e silenzio.

Gli uomini con la loro arroganza pensano di governare il Mondo e appropriarsi del Tempo, ma Mondo e Tempo se la ridono degli uomini. Sarà solo la melodia del canto a commuoverli e riportarli nella loro dimensione naturale.

L’allegoria Mondo-Tempo diventerà poi il desiderio di uno spazio proprio, la casa immaginata, costruita sulla misura di fantasie improbabili e proprio per questo desiderabili. Il trascorrere del tempo diverrà oggetto di studio e ogni attimo vissuto sarà un attimo di Mondo ricongiunto al Tempo, nella totalità del proprio essere.

Lo spazio narrato si condensa anche nella solidità architettonica, quella di Oxford per la precisione, con il celebre Trinity College o quello della Basilica di Santa Cecilia nel romanissimo quartiere di Trastevere, dove sorge appartata in un luogo ancora incontaminato. La narrazione si scioglie infine nei paesaggi dedicati alla città di Roma, lungo le vie urbane attraversate a piedi, in un misto di esasperazione e meraviglia.

L’importanza delle piccole cose si riflette ancora nella meticolosità dei gesti, nella ricerca inasprita di particolari insignificanti che esplodono in irritazioni e insofferenza nel momento in cui il nervo esce allo scoperto. Sorprendiamo l’autore ad ammirare l’amata terra toscana, il paesaggio familiare di Forte dei Marmi, luogo bellissimo, contemplato con gli occhi antichi ma con un cuore nuovo arricchito dalla saggezza maturata nel tempo. Davanti alla realtà l’uomo ormai adulto chiede al Mondo quelle risposte che non può o non vuole dare.

E ancora il Mondo appare in tutta la sua bellezza, bellezza che non ha eguali, ma che può diventare arrogante quando intimorisce chi la guarda, o essere ostentata quando è simbolo di potere.

Nulla esclude l’autore nella sua carrellata, così anche i nuovi media trovano il loro posto, ma con una sensibilità attutita, più tenera: è la tenerezza di facebook quella delle parole di melassa, dei primi fiori sul balcone di casa, degli angeli custodi, delle foto in bianco e nero. La verità è che si invecchia e la forza di cambiare il mondo può tramandarsi solo alle nuove generazioni.

Corsini conclude la sua galleria di istantanee fotografando un campionario di umanità svariata e straordinaria, quella che incontriamo tutti i giorni, una gamma così vasta ma con tratti comuni che spesso sfuggono all’attenzione dei più distratti, per altri invece sono fonte di riflessione, apprezzamento o fastidio, giudizio o rabbia.

Nella raccolta Persone ad apparire per prima, seduta su un treno metropolitano, è la signora di colore che ha l’aspetto di una statua egizia, divinità inaccessibile, elegante e bellissima a cui fanno da contraltare la ragazza giovane e insignificante e la piccola cinese agghindata di accessori troppo colorati e brillanti. I segni dell’età sul viso di una signora non riescono a spegnere i suoi occhi che luccicano di umanità.

Li distinguiamo tutti. L’uomo che assomiglia a uno dei quattro schiavi incatenati di Livorno, la donna elegante, quella classica, l’uomo mediocre: li riconosciamo dalla voce, la postura, gli abiti, il trucco, scarpe e acconciatura. Una galleria eterogenea, organizzata con sagacia, spirito di osservazione.

L’arte del racconto non appartiene a tutti e Ermenegildo Corsini, forte del suo spirito tutto toscano, musicista, pittore, appassionato d’arte e letteratura, riesce a appropriarsi di un suo stile riconoscibile e personalissimo compresa l’espressione poetica con cui mi piace concludere questo breve exursus.

grazie a una stella

in una notte

si può rompere

il silenzio. 

Anche i fiammiferi costano, Ermenegildo Corsini, Scatole parlanti, mestierelibro

 

Autore Ermenegildo Corsini

Editore Scatole Parlanti

Collana Voci

I edizione: gennaio 2017

Illustrazioni interne di Filippo Santona

Euro 12,00

L’AUTORE

Ermenegildo Corsini, Anche i fiammiferi costano, Scatole Parlanti

Ermenegildo Corsini è nato a Massa (MS). Musicista, compositore, cantante e direttore di coro, ha esordito nella letteratura nel 2016 con l’autobiografia “geografica” Ogni giorno alle quattro piove (Cavinato Editore). Da sempre innamorato dell’Arte, si è dedicato anche alla pittura e alla recitazione.

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