conversazoni con Lucia Lusvardi

di Rita Charbonnier

SATT Scrittura A Tutto Tondo

www.scritturaatuttotondo.it

Può l’incontro con un Maestro segnare un “prima” e un “dopo” nella vita di un allievo? L’amore per la musica si può insegnare? E ancora: a cosa serve la tecnica, da dove viene l’ispirazione?

Chopin vu par moi, Lucia Lusvardi, Rita Charbonnier

Chopin vu par moi.

Conversazioni con Lucia Lusvardi

Scrittura A Tutto Tondo — giugno 2017

Brossura, 118 pagine

€ 14,00

Per questo ultimo scorcio di agosto consiglio la lettura di un libro lieve e intenso al tempo stesso, spesso ironico, il cui pregio maggiore, oltre a farci conoscere l’intensità dello studio del pianoforte, è di prenderci per mano e condurci nel meraviglioso universo musicale di Lucia Lusvardi.

Chopin vu par moi, la frase che dà il titolo a queste conversazioni è un richiamo al saggio del musicologo svizzero Jean-Jacques Eigeldinger, Chopin vu par ses élève, un testo che Lucia Lusvardi, protagonista di questo viaggio, considera come il punto di partenza delle sue ricerche chopiniane.

L’epigrafe introduttiva, che racchiude in sé lo spirito del libro, riporta a ragione la frase di Fryderyk Chopin

Si fa uso dei suoni per creare la musica così come si usano le parole per creare una lingua

da cui il titolo della seconda conversazione: Parole e suoni.

Dopo una prima parte esplicativa che intoduce l’artista mantovana e il suo lavoro di insegnante, pianista e concertista, Rita Charbonnier con metodo e discrezione dà vita a sette conversazioni con la sua Maestra di pianoforte, sette come le note musicali che muovendosi nello spazio di uno speciale spartito ripercorrono le tappe fodamentali della carriera della pianista e maestra, Lucia Lusvardi, del suo amore per la musica, in particolare per la musica del compositore polacco Fryderyk Chopin.

Viaggio entusiasmante anche per chi poco si intende di musica, alla scoperta di quello che la prefatrice Elena Bittasi chiama “il dono della musica, il dono della vita”, una vita quella di Lucia Lusvadi dove i punti fermi sono il pianoforte, la famiglia, l’insegnamento.

In questo modo il lettore riesce ad avvicinarsi in punta di piedi e sbirciare con sguardo curioso e attento cosa si nasconde dietro gli studi e le tecniche alla base della bravura di un musicista.

Il percorso artistico di Lucia Lusvadi inizia molto presto. A soli sei anni esegue a memoria la Polacca di Chopin, la cosidetta Eroica, dopo averla ascoltata alla radio. In casa c’era il pianoforte in legno rosso di palissandro della madre. Lucia racconta come allora fosse quasi d’obbligo insegnare lo studio di uno strumento alle ragazze di buona famiglia, ma la madre non era particolarmente interessata allo strumento. Scoperto però questo talento innato e tanto precoce nella piccola Lucia i genitori pensarono di farle prendere lezioni di pianoforte. All’età di otto anni poi, dopo un audizione con il Maestro Ettore Campogalliani, sostenne al Conservatorio di Parma l’esame del quinto anno di compimento inferiore che lei superò a pieni voti.

In seguito la piccola musicista si esibì nei salotti musicali della città di Mantova, anche se lei stessa afferma che non amava esibirsi né essere additata come talento precoce.

L’incontro con Fryderyk Chopin

All’età di 14 anni il dono da parte di Ettore Campogalliani di un libro che parlava di Chopin, darà un’ulteriore svolta agli studi della Lusvardi.

Il racconto del percorso di Chopin la affascinò a tal punto che, nell’approfondire gli studi su questo autore, si accorse di un ostacolo tecnico: “la legatura a due”, ovvero quella che dava gli ansiti ripetuti e una prassi esecutiva sdolcinata che non corrispondeva al musicista dotato e dai sentimenti forti che era Chopin.

A questo punto inizia la ricerca musicale filologica sui documenti autografi di Chopin, basata sulla convinzione che non si dovrebbe mai sovapporre la personalità dell’esecutore a quella del compositore.

il desiderio, quasi un rovello, di restituire la sua musica inalterata e pura. Perché Chopin è ben diverso dall’eterno malato che sospira alla luna.

Nel corso delle conversazioni non mancano da parte di Lucia Lusvardi alcune critiche, soprattutto nei confronti delle eccentricità della scrittrice francese George Sand per un certo tempo compagna di Chopin.

E poi gli ostacoli, le tante prove da superare e lo studio, raccontati con verve anche quando la sofferenza e le rinunce sembravano insormontabili. Niente è tralasciato nella intensa conversazione con Rita Charbonnier che omaggia la sua Maestra con la musica delle parole.

Lucia Lusvardi_Foto

Lucia Lusvardi

Nata a Mantova, dove vive tuttora, Lucia Lusvardi è stata titolare della cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio “Lucio Campiani”. La sua attività concertistica ha avuto inizio a un’età molto precoce. Dopo aver intrapreso studi pianistici regolari con il maestro Ettore Campogalliani, si è diplomata con lode, appena quattordicenne, presso il conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. A determinare una svolta nel suo percorso di musicista è stato l’incontro con il pianista Nunzio Montanari, docente presso il Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Bolzano fin dalla sua fondazione, insigne didatta e fondatore del Trio di Bolzano, una delle più acclamate e longeve formazioni cameristiche italiane del dopoguerra.

Dopo un periodo di forzata inattività, Lucia Lusvardi ha ripreso la propria carriera musicale, affiancando l’insegnamento a una selezionata attività concertistica nelle principali sale da concerto italiane, sia in veste di solista, sia in concerti con orchestra — sotto la direzione di Romano Gandolfi, Piero Guarino, Agostino Orizio e altre figure di primo piano del panorama musicale.

Il repertorio della pianista mantovana spazia da Bach al Novecento, con una particolare predilezione per Ravel e la musica francese in generale. Tuttavia, Lucia Lusvardi ha focalizzato ben presto la propria attenzione sul repertorio romantico e, in particolare, sull’esecuzione dell’opera di Fryderyk Chopin, nell’intento di restituire la sua musica — come spiega ai propri allievi — “così come egli l’ha concepita e voluta”.

Di questo ha sempre reso partecipe il pubblico dei propri concerti, instaurando con gli spettatori un rapporto di cordiale partecipazione umana, oltre che culturale, in tutte le sedi concertistiche dove hanno avuto luogo le sue esecuzioni e che hanno ospitato anche i suoi seminari di approfondimento sull’interpretazione chopiniana, come il Trinity College di Dublino. Il valore della sua opera di rilettura filologica dell’opera di Chopin è stato riconosciuto e apprezzato, infatti, anche all’estero. All’apice di questo percorso si situa la tournée in Polonia, dove ha eseguito i Concerti per pianoforte e orchestra di Chopin su invito delle autorità polacche, sotto la direzione di Stefan Marczyk.

Rita Charbonnier
Rita Charbonnier

Bibliografia

  1. Chopin vu par moi. Conversazioni con Lucia Lusvardi — libro-intervista di argomento musicale, 2017
  2. Le due vite di Elsa — romanzo. Edizioni Piemme, 2011
  3. La strana giornata di Alexandre Dumas — romanzo. Edizioni Piemme, 2009
  4. La sorella di Mozart — romanzo. Casa Editrice Corbaccio, 2006. Edizioni Piemme, collana Bestseller, 2011.

Biografia

Rita Charbonnier è nata a Vicenza e vive a Roma. Il suo primo romanzo La sorella di Mozart è stato tradotto in diverse lingue e distribuito in dodici Paesi. Il secondo, La strana giornata di Alexandre Dumas, ha ottenuto la Medaglia della Presidenza del Senato. Nel 2011 è uscito Le due vite di Elsa, che chiude il trittico. Dal tardo ’700 al primo ’900, occupandosi di creatività e di arte, le tre appassionanti storie offrono uno spaccato della condizione femminile.

Charbonnier ha inoltre scritto, per il Trio des Alpes — formazione musicale cameristica italo-svizzera — il monologo teatrale Beethoven si diverte, interpretato da Pamela Villoresi.

Ha fatto studi di pianoforte e canto, si è diplomata presso la Scuola di Teatro Classico “Giusto Monaco” dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa e ha frequentato il Corso di formazione e perfezionamento per sceneggiatori della RAI.

Ha collaborato come giornalista ed esperta di teatro musicale con diverse riviste culturali e scritto soggetti e sceneggiature per la RAI e per Mediaset. Un suo soggetto cinematografico ha vinto un concorso europeo (Euroscript, Programma Media) e un suo trattamento per docu-fiction ha ottenuto la menzione speciale della giuria nel corso del XIX Torino Film Festival. Inoltre la sua sceneggiatura basata sulla biografia di Nannerl, sorella di Mozart, è stata finalista al festival cinematografico americano Moondance nell’edizione 2011.

Ha anche avuto una rilevante esperienza come attrice di teatro. Ha lavorato con Nino Manfredi, Aldo Trionfo, Lucia Poli, Antonio Calenda, Renato Nicolini, Tonino Conte, Vito Molinari, Sandro Massimini e altri artisti. È stata coprotagonista del musical “On Broadway”, prodotto dalla New York University e andato in scena a New York.

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