Tana libera tutti, un romanzo che il suo autore definisce “Il mio gioiellino” e che del piccolo gioiello ha tutta la luminosità e la grazia. È il gioco dell’infanzia che ci ha visti tutti partecipi, chi più e chi meno.

A dicembre al Palazzo dei Congressi di Roma per la Fiera Più libri più liberi, l’incontro fra alcuni rappresentanti di #Librinfestival e Franco Piol presente con il suo nuovo libro fresco di stampa Tana libera tutti e già in gara alla prima edizione della maratona letteraria che premia i mestieri del libro.

Tana libera tutti, Franco Piol, Paola Rotella, Roberto Stocchi

Sabato 25 febbraio ci siamo dati appuntamento alla Feltrinelli di Roma, Galleria  Alberto Sordi, per assistere alla presentazione del libro, è intervenuta Selene Gagliardi, letture di Paola Rotella e Roberto Stocchi.

Tana libera tutti, Franco Piol, mestierelibro, Feltrinelli

Tana libera tutti

Franco Piol

Augh Edizioni

Euro 13,00

pagine 154

 

Tana libera tutti, Franco Piol, Paola Rotella, Roberto StocchiSelene GagliardiFranco Piol inizia la conta stanando uno ad uno i suoi amici, nascosti fra le pieghe dei ricordi e chiamati a raccolta, invitati a giocare ancora una volta tutti insieme, anche se il fiato si è fatto più corto e le gambe non reggono lo sforzo.
Siamo a Piazza Navona, al calar del sole di una giornata di fine estate, e qui prendono il via i momenti di nostalgia, un affresco della Roma ormai sparita come racconta l’autore, quella del dopoguerra, quella dove la gerarchia si faceva sentire anche fra i bambini orfani, come Alvaro Paolino un orfano privilegiato perché ameno aveva la mamma. Nella gerarchia dell’orfanotrofio erano comprese anche le suore e lo scalino più basso era riservato alle sorelle di serie “c” come suor Gertrude, la suora novantenne con il suo intercalare in stretto dialetto calabrese, custode del terrazzo, addetta al bucato e ai panni stesi, ma non al grande orologio della torre, come aveva immaginato Alvaro.

img_3425
È il racconto del primo amore fanciullo, “Amore Maria”, come il titolo della poesia dedicata alla bambina che Alvaro non rivedrà più. E di Nando il sognatore, che insieme all’uomo venuto dal mare scava nella sabbia e trova una grande biglia che sprigiona energia pura e riflette la luce dal mare. E come dimenticare la Sora Cencina amministratrice di un variopinto pensionato o le Madonnare di Rione Ponte che a giugno andavano in processione al Divino Amore e di mestiere si arrangiavano con l’usura spicciola.

Accorrono tutti al richiamo dell’autore, al richiamo della memoria che preesiste sotto forma di testimonianza, inventando qualcosa, trasformandone qualche altra e quei ricordi d’infanzia si scolpiscono indelebili, come il viaggio a Conegliano del piccolo Mattia. Un viaggio che è stato una favola, una grande favola per un bambino che l’ha vissuta da solo, ad appena cinque anni. Da Roma a Conegliano con un cartellino che riportava scritto: “Per Conegliano scendere a Mestre”. Dietro ovviamente c’era tutta una rete protettiva, la Polfer, la mamma che curava la mensa dei ferrovieri, una collega che lavorava nelle ferrovie. E il bambino aveva gli occhi sgranati per la curiosità, rimasto sveglio per l’eccitazione, fino a crollare vinto dal sonno.

Paola Rotella - Roberto Stocchi

Paola Rotella – Roberto Stocchi

“A un certo punto poi ti fermi e fai la raccolta, dice Franco Piol, una raccolta che nasce anche da venticinque anni di teatro per bambini, laddove a largo Spartaco i ragazzini abbandonati si riunivano e raccontavano le loro storie, storie pesanti e noi le raccoglievamo e, con l’onestà dell’autore, dell’attore, della compagnia, le trasformavamo in fiabe e queste fiabe colpivano nei loro temi sociali tanto che ci si innamorava di queste fiabe, incantavano soprattutto gli adulti che magari facevano altre letture. La differenza la facevamo noi, più o meno bene. La vera caratteristica del bambino è teatro puro”.

Un vero peccato non aver potuto arricchire le pagine di Tana libera tutti dei disegni di Roberto di Costanzo. Sarebbero state quelle illustrazioni un valore aggiunto a una percorso fiabesco, lungo le strade di una città che iniziava a ricucire gli strappi della guerra fra mille difficoltà che ricadevano soprattutto sui bambini.

Il sipario cala nella stessa piazza dove si è aperto, in quella Piazza Navona quando ormai si è fatta alba e il Nostro narratore può finalmente gridare “Tana libera tutti”
Il tocco leggero di Piol nel narrare anche gli episodi più duri è la cifra stilistica di questo autore poeta, animatore, narratore. Aspettiamo allora di leggere una sua nuova fiaba.

Giusi Radicchio

Advertisements

I commenti sono chiusi.