Scrivere fiction, di Philip Roth

Pubblicato: 16 agosto 2016 in News

Grafemi

Anche se in Italia è conosciuto quasi esclusivamente per i suoi numerosi romanzi, Philip Roth è stato, e forse è ancora, un critico letterario piuttosto lucido ed incisivo, che non smentisce la sua natura di intellettuale vivacemente polemico. In questi anni, un pezzettino alla volta, ho letto “Reading myself and others”, una raccolta di saggi uscita in America nel 1975, quando Roth era un romanziere non ancora pienamente espresso (anche se lui riteneva già di essere un grande: o almeno questa è l’impressione che ci si fa partendo dal modo in cui parla di se stesso): c’era stato il successo planetario di “Lamento di Portnoy”, che però si inseriva in una sequenza di libri non propriamente memorabili; solo con “Lo scrittore fantasma”, pubblicato nel 1979, inizia quella che io considero il più importante corpus letterario della seconda metà del ventesimo secolo, che si concluderà solo nel 2007 con “Il fantasma…

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