Cogliamo l’occasione della vittoria del Premio Franco Fedeli 2015 di Piergiorgio Pulixi con Il Canto degli innocenti per complimentarci con lui e riportare la cronaca dell’incontro del 28 ottobre.

Il 28 ottobre 2015 mestierelibro ha inaugurato i suoi corsi presso la sede di Baratto Libero. La serata si è conclusa con una visita presso la Ubik di Monterotondo per assistere a un nuovo incontro con i libri di Piergiorgio Pulixi autore prolifico e comunicativo che qui a Monterotondo ha un seguito di fedeli lettori. L’autore ha presentato Per sempre, terzo capitolo della saga dell’ispettore Biagio Mazzeo.

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PER SEMPRE
Piergiorgio Pulixi
edizioni E/O
2015, pp. 304
ISBN: 9788866326847
Collana: Sabot/age
Disponibile in ebook
€ 16,50

 

 

La paura è più forte dell’amore e l’ispettore Mazzeo l’ha vissuto sulla sua pelle.
Per la prima volta il poliziotto è tentato di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare da zero con Nicky, la ragazzina che gli è stata affidata. I suoi nemici non sono dello stesso parere e lottare per la sopravvivenza sarà di nuovo l’unica opzione possibile.
Mazzeo, combattuto tra il desiderio di essere un capo freddo e temuto come Ivankov, il mafioso ceceno da cui è ossessionato, e l’amore fraterno per i suoi uomini, dovrà decidere una volta per tutte chi essere e da che parte stare, e scegliere tra l’amore per la sua “famiglia” e il potere. In un finale che cambierà per sempre il suo destino, Mazzeo scoprirà che la vendetta non è un’arte ma una scienza. (dalla quarta di copertina)

Piergiorgio Pulixi, La notte delle pantere

 

La presentazione si apre con i complimenti all’autore per la vittoria del Premio Glauco Felici 2015 con il romanzo La notte delle pantere Edizioni E/O, secondo capitolo della saga dell’ispettore Biagio Mazzeo.

Il terzo capitolo, appena uscito in libreria, Per sempre, ha per protagonista l’ispettore Mazzeo, capo del “branco”, la squadra della sezione narcotici che agisce in una città a cui l’autore preferisce non dare un nome. In uno dei precedenti incontri Pulixi ne aveva spiegato il perché.
Le ambientazioni in cui si svolgono le mie storie sono “non luoghi”. Scrivo polizieschi e il mio autore di riferimento è Ed McBain con la sua serie di romanzi dell’87º Distretto. McBain non localizzava le sue storie in una città reale e lo faceva per non avere limitazioni dal punto di vista narrativo. Io non volevo che il luogo prevalesse sui personaggi. Per questo motivo chiamo la città immaginaria “giungla”.

In questo ultimo romanzo l’evoluzione della storia porterà Mazzeo a scendere a compromessi per salvare il suo “branco”.

Per sempre è il romanzo delle conseguenze. L’ispettore inizierà a fare i conti con quello che significa essere capo e con le responsabilità che comporta. Ivankov lo aveva avvisato di non abbandonarsi all’amore, ma Mazzeo non è un filosofo, non ha fatto studi classici, è un uomo che viene dalla strada, vuole tutto e lo vuole subito, e inizierà a pagarne le conseguenze.
L’uomo della copertina rappresenta Mazzeo che, sotto la camicia squarciata, mostra quello che gli brucia nel petto: un uomo mentre avanza fra le fiamme. Quell’uomo è Ivankov”

E se da un lato Mazzeo attrae per il suo “magnetismo animale”, come lo chiama Piergiorgio, ci sono momenti in cui l’«uomo» mostra le sue debolezze. Il personaggio di Mazzeo è costruito fin nei minimi dettagli, come gli altri personaggi, tutti ben delineati e riconoscibili nelle loro caratteristiche. Alla domanda se tecnicamente si costruisce prima il personaggio o la storia Piergiorgio risponde che la storia di Biagio Mazzeo è corale.
Ciascun personaggio ha una sua storia individuale e ogni storia si incastra e fa parte di un progetto più complesso e ampio. Quando penso al romanzo penso a un mostro con tante teste. Tecnicamente sto dentro questa storia da tempo. Il primo libro è uscito nel 2012. Ho studiato il personaggio di Mazzeo per circa tre anni ed è la summa di varie persone, anche reali.
Pulixi dice di mantenersi distante rispetto alla fisicità dei personaggi, mentre scava nel vissuto più intimo, senza compiacimento, ma per dare spessore alle infinite sfaccettature che ne fanno il carattere.

Piergiorgio PulixiUso la tecnica della “prospettiva variabile” cerco di mollare il personaggio negli attimi cruciali per lasciare il lettore con il fiato sospeso e spingerlo a proseguire fino alla fine. Questa tecnica è tipica degli sceneggiatori. Quando iniziamo a lavorare abbiamo già la scaletta con tutte le scene preparate, sappiamo anche in quale giorno andremo a lavorare su quella scena, seguendo la scaletta. Andando avanti con il lavoro di costruzione, scena dopo scena, ogni personaggio diventa parte di te e tu parte di lui. L’autore, il romanziere, è molto più simile all’attore, si deve calare totalmente nel personaggio, diventare e agire come lui e a volte i personaggi diventano fantasmi dentro cui ti cali e questo fa si che il lettore si trovi a vivere direttamente la storia, viene teletrasportato in una dimensione altra che è qualcosa di più che leggere.
Secondo me tutte le azioni di Biagio sono dettate dall’amore anche se la sua storia parte dalle violenze subite dell’infanzia, dal momento stesso in cui ruba una bambola per regalarla alla sua amica Donna. Questa sarà la motivazione più grande a spingerlo verso la vendetta. Tutto il libro si gioca sulla vendetta e sulla dualità fra la vendetta degli uomini e la vendetta delle donne, più fredde, pratiche, razionali, capaci di comprendere che la morte non è il punto più alto della vendetta, ma è piuttosto la privazione di quanto di più caro abbiamo. Le donne vendicatrici sanno capire dove colpire e soprattutto quando.

Il ruolo delle donne è fondamentale nella vita di Mazzeo a partire dal legame con la madre, la prima donna importante nella sua vita, un rapporto affettivo viscerale che ora riversa su Niki, la figlia del suo collega, nata insieme alla squadra e ormai adolescente. Un personaggio apparso anche nel precedente libro di Pulixi Il canto degli innocenti.
La figura della madre è completamente defilata nel romanzo, anche se l’autore racconta di aver creato una serie di scene con lei come protagonista. Successivamente, in fase di editing, l’editor ha consigliato la scelta di lasciare la madre in ombra, per creare un’ulteriore slabbratura nella vita di Biagio, derivata dal suo non accettare la sottomissione della madre alla violenza del marito. Nelle scene tagliate il rapporto fra madre e figlio aveva un preciso movimento nello scorrere della storia, che si manifestava nei momenti in cui la donna, per sottrarre il bambino alla crudeltà del padre lo mandava a giocare per strada. Di fondo Mazzeo è un fragile, la sua insicurezza è causata dai disagi vissuti nell’infanzia, compensati ora dalla forza e dal coraggio delle persone che gli sono vicine.

Piergiorgio Pulixi, Per semprePer Niki, invece, Biagio rappresenta la figura dell’eroe: è un uomo di potere, fisicamente possente, ricco, il loro rapporto è idilliaco e quando è con Niki il resto non esiste: è la parte più pulita di lui. questa ragazzina l’ha cresciuta, è nata insieme alla squadra e Biagio vuole per lei un futuro diverso dal suo. È questo il dramma che vivrà nel romanzo.
Quando scrivi un romanzo non puoi avere dei filtri, sei schiavo della storia, devi portare il lettore dove la storia porta i personaggi. La storia dove le emozioni sono così forti e la voglia di vivere si estrinseca negli istanti più violenti. C’è una scena di sesso molto forte e racconta di un personaggio completamente allo sbando. Una scena delle più particolari del noir, ma per me era necessaria perché Biagio doveva risvegliare, in quel particolare momento, i suoi istinti più bestiali.
Per sempre è ispirato al Macbeth di Shakespeare. Avevo l’idea di portare l’epica, la tragedia classica dentro il noir. Sono partito dai romanzi d’appendice dell’ottocento, da Hugo o Dumas per raggiungere la tragedia classica, una tragedia che rimanesse ancorata al presente. Mazzeo è un personaggio tragico e come Macbeth pagherà le conseguenze delle sue azioni.
E qui Piergiorgio cita R.L. Stevenson: Tutti, prima o poi, siedono a un banchetto di conseguenze.

Il titolo Per sempre è ripreso dalla canzone di Nina Arzilli, è la canzone di Biagio e Niki. Questa saga ha per tema le relazioni familiari, anche quelle che non sono di sangue e le parole della canzone sembrano proprio descrivere Biagio: un uomo che affoga nei suoi errori, che ha finto di essere qualcuno diverso da lui. Questa è la canzone di Biagio e di Niki. Lo ha capito Biagio appena l’ha sentita.
Il titolo originario del libro era: Qualcosa per cui morire, ma in editoria è vietato mettere nel titolo qualcosa legato alla morte. Di solito non scrivo mai quando sono in tourn, perché i vari spostamenti e gli incontri con il pubblico mi distraggono dalla scrittura, ma in questo caso volevo avere un legame con i lettori e in questi giorni sto scrivendo le ultime pagine del quarto romanzo che uscirà a maggio.

Piergiorgio PulixiPiergiorgio si è dimostrato interessato e attento alle domande dei lettori e degli allievi dei corsi di mestierelibro, proponendo consigli e riflessioni sulla scrittura e sul laboratorio dello scrittore.

Per scrivere occorre sapere usare tutti i ferri del mestiere e soprattutto quando scrivi devi essere tantissime cose: attore, psicologo, poliziotto, giornalista, medico e così via. Si può imparare a scrivere, ma occorre avere anche un pizzico di talento. E poi occorre tanta disciplina. Io mi alzo alle 5 del mattino e scrivo per circa 4 ore. Tutti i giorni, anche quando non ne ho voglia, ma è il mio lavoro: quando devi andare al lavoro lo fai anche se non ne hai voglia.

L’autore
Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982. Fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de Fogu, (edizioni E/O 2008), e singolarmente il romanzo sulla schiavitù sessuale Un amore sporco inserito nel trittico noir Donne a Perdere (Edizioni E/O 2010). È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), miglior noir del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller, e finalista al Premio Camaiore 2013, e proseguita con La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014) e Per sempre (edizioni E/O 2015). Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato anche il romanzo Padre Nostro e il thriller psicologico L’appuntamento (Edizioni E/O), miglior thriller 2014 per i lettori di 50/50 Thriller. Nel 2015 ha dato alle stampe Il Canto degli innocenti (Edizioni E/O) primo libro della serie thriller I Canti del Male.
Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sul Manifesto, Left, Micromega e Svolgimento, e in diverse antologie. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti, Canada, e Regno Unito. (dal sito della casa editrice)

Giusi R.

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