Tutta colpa di certi romanzi – la recensione

Pubblicato: 22 marzo 2015 in in libreria, News
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566-4200-1_5a88bb9d5d34e6ee2932594f9deadfbaTutta colpa di certi romanzi
di Elizabeth Maxwell
In libreria dal 10 febbraio
Piemme
Collana Narrativa
Serie Femminile
Pagine 288
Pubblicato a febbraio 2015
ISBN 978-88-566-4200-1

Leggi il primo capitolo

I “certi romanzi” del titolo sono quelli che scrive Sadie Fuller, la quarantaseienne protagonista di questa storia, sotto lo pseudonimo di K.T. Briggs.

Sadie potrebbe sembrare una tranquilla casalinga, mamma di una bambina di undici anni di nome Allison. Ha un cane di nome Perkins e un ex marito decisamente adorabile, a parte il piccolo dettaglio che è gay. Ma Sadie per pagare il mutuo, la retta scolastica, l’assicurazione della macchina e gli alimenti all’ex marito scrive romanzi erotici. Niente di male, no? eppure, quando le chiedono quale sia il genere di libri che scrive, risponde cauta: romanzi rosa.
Elizabeth Maxwell si serve dell’ironia per raccontare la quotidianità di Sadie, alle prese con i problemi di una donna sola, in piena “crisi di mezza età”, che tenta di sbrigarsela attingendo alla sua innata carica di romanticismo, perché insieme ai quarant’anni arriva anche un irresistibile desiderio di cambiamento. E il cambiamento travolge, nel modo più imprevisto, questa Bridget Jones ultra quarantenne che vive a Billsford, New York.

Sadie è simpatica, perché è imperfetta. Ognuno può trovarle il “difetto” in cui immedesimarsi: per esempio condividere il disordine del suo studio, il quadernetto per gli appunti o gli scarabocchi su scontrini, tovaglioli, segnalibri, conservati in scatole di scarpe impilate nello sgabuzzino degli oggetti che non si useranno mai, ma è meglio tenerli da parte, forse potrebbero tornare utili…
“A mezzanotte io smetto di scrivere, – dice Sadie – a qualunque punto del manoscritto mi trovi”. Proprio come Cenerentola – penso io – perché, quella che sto leggendo è una fiaba antica, mascherata con gli abiti dell’erotismo, attualmente molto più di moda, come afferma l’agente di Sadie. Piccola differenza: alle 6.50 del mattino ad accogliere Sadie non c’è la cenere del focolare, né il principe azzurro, tanto meno il lieto fine, ma la pressante domanda: “Mamma, quali jeans mi metto?”

Oltre agli assilli preadolescenziali della figlia undicenne, alle telefonate dell’ex in crisi con il suo amante, alla rigide quanto utili regole di Greta la colf tedesca, alle sue esigenze di donna sessualmente in crisi, Sadie deve terminare di scrivere il romanzo erotico Segreti rubati, ancora fermo al secondo capitolo. Fino a un venerdì mattina quando, nel file chiuso la sera prima, invece delle cinquemila e cinquecento parole che ricordava di aver scritto se ne ritrova inspiegabilmente seimiladuecento. Da dove sono arrivate quelle millecinquecento parole in più? Chi le ha scritte? Sadie se lo chiede con un velo di paura. Inoltre la storia che sta scrivendo, perché anche un romanzo erotico ha bisogno di una storia, ha subito una brusca sterzata. Una strega di nome Clarissa si è intrufolata in Segreti rubati e i toni erotici del rosso passione sono sfumati verso un romantico rosa, con una macchia di nero fiabesco gotico, una punta di giallo e una fuga dal rosa paranormal. Tanto per non scontentare nessuno.

Con passo leggero e tanta ironia Elizabeth Maxwell prende per mano i suoi lettori, comunica direttamente con loro, li fa entrare nell’antro di Sadie, svelando le regole del romanziere, perché “Ogni mestiere ha le sue regole, e scrivere romanzi non fa eccezione.” scrive Sadie e perché un libro è anche un oggetto speciale, che possiede una sua alchimia, una specie di magia. Sadie ci racconta di protagonisti, di trama, di conflitto, di personaggi secondari. Ci confida come, per creare i suoi personaggi, lei “assorba” le persone dalla realtà, si concentri sulla loro voce, sugli abiti, ma non ha trovato scritto da nessuna parte che gli eroi romantici a volte possono uscire dalle pagine e presentarsi a casa del loro autore.

Eppure è un espediente molto frequente in letteratura, usato da Guillaume Musso ne La ragazza di carta, o da John Green in Colpa delle stelle. La tecnica è quella della metafiction o mise en abîme, a cui attingeva lo stesso Shakespeare, un gioco di specchi, un libro nel libro. In questo caso la finzione di Segreti rubati romanzo di un’inesistente K.T. Briggs si rispecchia nella storia di Sadie, personaggio di fantasia creato da Elizabeth Maxwell autrice di Tutta colpa di certi romanzi.

Confusi? Allora basta con le parole, tocca a voi leggere e sognare, con l’avvertenza che vi imbatterete da subito in alcune scene un po’ piccanti. E se siete arrivati all’ultimo rigo dell’ultima pagina e Sadie vi ha intrigato, e dopo le sue avventure e disavventure vorreste restare con lei ancora per un po’ di tempo, non disperate, perché in fondo alla pagina al posto della parola fine ne troverete scritta una che vi rincuorerà.
Ah! Dimenticavo. Se riesco a infilarmi nel suo prossimo romanzo vorrei chiedere a Sadie Fuller se è proprio vero che a New York una scrittrice di romanzi erotici è pagata così tanto 😉
Consigliato a chi ha bisogno di credere ancora ai sogni ♥ ♥ ♥

Giusi R.

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