Sabato 22 novembre 2014, ore 18,30, libreria Ubik di Monterotondo, Luca Poldelmengo ha presentato il suo ultimo romanzo

Nel posto sbagliato UbikNel posto sbagliato
Luca Poldelmengo
collana: Sabot/age
Area geografica: Autori italiani
ISBN: 9788866325802
EBOOK ISBN: 9788866325802
pagine: 192
prezzo: € 16,50

 

Presentazione dell’editrice E/O
Quante libertà personali siamo disposti a sacrificare in nome di una presunta sicurezza collettiva? 

Una ruota panoramica arrugginita sorveglia la metropoli assediata dall’immondizia e da un sole implacabile e malato.
Una squadra segreta della polizia usa l’ipnosi per estrarre dalle menti di ignari cittadini informazioni che loro stessi non sanno di possedere. A loro non interessa ciò che sai, ma ciò che contieni.
Un commissario cinico è al comando della squadra. Ha come unica compagnia due serpenti chiusi in un terrario, memento del tormentato rapporto con il fratello gemello. Un terribile omicidio nasconde insidie in grado di mettere a repentaglio la sopravvivenza della squadra, e molto di più.

Luca Poldelmengo, vincitore del Premio Crovi opera prima e finalista al premio Scerbanenco 2012, torna con un noir cupo e teso su un tema di scottante attualità: quante libertà personali siamo disposti a sacrificare in nome di una presunta sicurezza collettiva?

Hanno scritto di lui:
«L’autore è bravissimo a contrapporre la pochezza dei maschi alla fierezza delle donne in una Roma bigia e convulsa».
Giovanni Pacchiano, Gioia

«L’uomo nero è molto vicino ai romanzi di Scerbanenco o De Cataldo: un accostamento sinonimo di garanzia».
Andrea Bressa, panorama.it

BOOKTRAILER

 

L’intervista con l’autore curata da Valentina Nardoni

IMG_1406Foto mestierelibro

Partiamo dalla copertina, dove la parte destra rappresenta il buio e di conseguenza la parte inconscia, la parte sinistra la parte logico-razionale.

Mi è piaciuta subito, non appena mi è stata proposta dalla casa editrice, perché rappresentativa e diversa: il fondo bianco di solito non si usa per i noir.

Poi la Città: che potrebbe essere una Roma fittizia. Ho immaginato una città che non esiste. Come ad esempio la Gotham City di Batman che è la New York in chiave gotica.

Ci sono due elementi specifici che identificano questa città immaginaria:

1. La ruota panoramica: quasi un faro.

2. Un fiume che divide in due la città: caratteristica comune al 90% delle grandi città.

Occorreva dare un carattere a questo luogo e qui entra in gioco la città di Roma. I luoghi sono fondamentali per la storia.

Qual è il rapporto fra giustizia e potere in questa storia? Significative le parole del leader quando arriva al potere: “Ma ora tutto deve cambiare, affinché nulla cambi. Andiamo”

Questa frase non è mia, è una citazione dal Gattopardo. Questa storia è contenuta in due cornici

1. Il rapporto con la privacy.

2. Il rapporto con il potere.

Che è anche la caratteristica dei romanzi Sabot/age.

Primo livello: oggi tutto ciò che facciamo è registrato. Questo aspetto della nostra quotidianità fa parte della violazione della privacy, una procedura che abbiamo comunque accettato. Dall’altra parte, in questo controllo eccessivo, c’è la promessa di maggior tutela della sicurezza del cittadino.

Nella finzione del romanzo entrano in scena i POV (Point of View) ovvero i testimoni inconsapevoli di un delitto. La RED, un’unità di polizia segreta, fuori dalla legalità, rapisce i POV, li ipnotizza e riesce a tirare fuori dal loro inconscio qualsiasi informazione. Ma questo modo di agire viola l’individuo e mette in pericolo l’incolumità di chi è venuto a trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Secondo livello: anche qualora fossimo disposti ad accettare questo, chi controlla il controllore? E qui si innesta il secondo anello: Il rapporto con il potere.

Tutto ciò che riguarda la metodologia dell’ipnosi è vero. La forzatura più grande rispetto all’ipnosi, una forzatura narrativa, riguarda la convinzione che con qualsiasi farmaco è possibile tirar fuori dagli individui ipnotizzati ogni tipo di informazione. Caso improbabile, in quanto non tutti reagiamo allo stesso modo.

I POV non capitano a caso sul posto dove si trova la persona su cui si indaga.

Vincent Ribaldi può considerarsi il protagonista del romanzo. Ottimo commissario e ottimo ipnoterapeuta. La faccia che mostra all’esterno è quella di un uomo tutto d’un pezzo, ma dietro questa esteriorità non c’è nulla. Lui vive da solo, con l’unica compagnia di due serpenti in un terrario. Dei suoi due serpenti uno è velenoso, appartiene alla specie del serpente corallo, l’altro è una semplice biscia. E qui parliamo di Mimetismo batesiano, il modo con cui alcune specie appetibili, prive di difese cercano di assumere forma e colorazione di animali della stessa specie, inappetibili ma pericolosi, per confondere i predatori. I serpenti sono stati portati a casa di Vincent dal suo fratello gemello Nicolas che è scomparso in una maniera molto forte. Unica forma sociale che Vincent riesce a seguire è la gerarchia mentre, a livello emotivo, non è cresciuto. Ma poi nella vita succede qualcosa che non ti aspetti e con cui sei costretto a fare i conti. L’unico protagonista veramente positivo è il padre di Nicolas e Vincent. Il rapporto fra il padre e i gemelli può considerarsi l’unica parte davvero romantica del romanzo.

Il serpente ha una sua simbologia, anche religiosa.

C’è un motivo per cui ho scelto i serpenti, ma non riguarda la loro simbologia quanto piuttosto la sporcizia che regna nella città e i serpenti potrebbero effettuare una pulizia completa.

Hai pensato alla trasposizione filmica di questo romanzo?

Con lo sceneggiatore del film Cemento armato stiamo cercando di scrivere una sceneggiatura per una serie tv tratta da questo romanzo.

Alla fine, chi è il cattivo?

Secondo m questo è un noir con il ritmo di un thriller. E non ci sono buoni o cattivi, mostra invece una serie di sfumature umane, senza creare personaggi completamente buoni o cattivi. Non ho dato una strada univoca al lettore, ma ho lasciato la possibilità di scegliere la prospettiva: la focale. Vivere cioè la storia attraverso gli occhi di uno o l’altro personaggio.

La linea del potere, la Realpolitik è piuttosto identificabile, a differenza del “non luogo” o “tutti i luoghi” in cui è ambientata la storia. E arrivando alla fine del romanzo, con la frase del Gattopardo si capisce come l’Italia è l’ultimo posto dove questa storia potrebbe svolgersi .

Ti saresti sottoposto a una seduta di ipnosi?

Sarebbe servita poco l’ipnosi su di me, ai fini della scrittura. Avrei piuttosto preferito assistere a una seduta. La persona che mi ha istruito su questa tecnica, me lo ha proposto e io ho declinato l’invito, non per paura quanto per fastidio.

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Giusi R.

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