4 donne Ksenia, Eva, Sara, Luz

4 libri pubblicati nell’arco di circa sei mesi

3 anni per portare a termine questo progetto seriale

2 autori Massimo Carlotto, Marco Videtta

1ª collaborazione dei due autori nel 2005 con il noir Nordest.

Ma c’è ancora una quinta donna protagonista della serie, una città, Roma, che rispecchia l’ambiente adatto a valutare la relazione e lo stretto legame tra criminalità e mondo femminile.

26/11/2013 – LE VENDICATRICI AL COMPLETO

ksenia, Eva, Sara, Luz. Finalmente insieme.

L’incontro, alla libreria Ubik di Monterotondo, con Massimo Carlotto e Marco Videtta prende il via con un alto grado di interesse.

Racconta Marco Videtta che la scelta dell’ambientazione delle quattro storie è caduta sulla città di Roma perché rappresenta una capitale che raccoglie in sé varie organizzazioni criminali, ma vive ancora molto per quartieri e questo ha una valenza metaforica molto forte: il quartiere come metafora della capitale e del paese.

 La fusione di due scrittori, quasi di due anime ne va a formare un terzo, un autore a sé con prerogative e caratteristiche uniche. Alla domanda se c’è stato qualche contrasto fra i due autori, magari in uno solo dei libri, qualche difficoltà che nasce da questa sorta di scrittura collettiva, la risposta non dà adito a dubbi: all’inizio si è discusso della struttura narrativa, dei personaggi. In corso d’opera non si sono avute molte discussioni. Il punto di partenza è stato il tema portante dei quattro libri: la vendetta, come esplicita il titolo comune alle quattro storie, e in particolare la vendetta declinata al femminile.

Ma, esiste un modo esclusivo di vendicarsi, distinto fra un sesso e l’altro?

Il romanzo per eccellenza dal punto di vista della vendetta è Montecristo, dice Carlotto, se Edmond Dantès fosse stato donna si sarebbe comportato in maniera diversa. Di certo la vendetta delle protagoniste di questi quattro romanzi ha una sua progettualità. A queste donne interessa vivere in modo diverso da quello imposto dalla società o dai loro uomini. La vendetta a cui aspirano non è fine a se stessa e, sebbene la vendetta abbia un costo, è d’obbligo porsi la domanda: vale la pena vendicarsi, oppure no?

Ma è più complesso un percorso che porta alla vendetta o al perdono?

Videtta dice che hanno molto ragionato e affrontato a lungo il discorso del “perdono”, una scelta che le vendicatrici non portano avanti, perché sono orientate più verso il riscatto, verso il progetto di affrontare insieme una vita dove contano le scelte personali, anche attraverso l’amore. La parola “perdono” non è mai comparsa nelle discussioni compositive dei due autori. Non è la chiave di lettura. Quello che emerge a un livello più profondo è la consapevolezza che la donna, da sola, non riuscirebbe a compiere la sua vendetta, ci potrà riuscire soltanto unendo le forze, tramite meccanismi femminilmente molto astuti.

A proposito della questione vendetta/perdono Carlotto racconta che quando scriveva “L’oscura immensità della morte”, romanzo sulla vendetta, ha incontrato molte persone vittime di violenza, che avevano subito la perdita di un familiare. A loro mostrava i filmati delle esecuzioni dei condannati a morte negli Stati Uniti, in particolare le espressioni sui volti dei familiari delle vittime, che assistevano alle esecuzioni: uscivano da quella esperienza con i volti distesi: avevano avuto la loro vendetta. Il perdono è un questione molto più complessa.

A Maggio 2013 è arrivata in libreria Ksenia, la prima delle Vendicatrici. L’argomento affrontato è quello della «tratta delle spose» venute dall’est; delle loro aspettative deluse, dei sogni infranti, degli inganni crudeli, soprattutto per le donne più giovani. Con la crisi la disperazione ha raggiunto livelli tali che con poco puoi riuscire a comprarti una moglie. Tra Siberia e Italia esiste un gran traffico di donne che tentano di uscire dalla povertà sposando un italiano. Nelle nostre ricerche – dicono gli autori – abbiamo constatato che, mentre le donne oltre i trent’anni segnalavano nelle schede le caratteristiche dell’uomo che avrebbero voluto sposare, quelle più giovani accettavano tutto. Alle spalle di questa storia abbiamo affrontato un grande lavoro di ricerca.

Giugno 2013 arriva in libreria Eva: romana, 40 anni, fiduciosa, elegante, pure un po’ coatta. Ne puoi rimanere affascinato.

La storia di Eva affronta un altro tema di attualità, acuito dalla crisi: il vizio del gioco. Il problema è che si è modificata la percezione rispetto al gioco e l’80% delle slot sono taroccate. Chi ci guadagna è lo stato e la criminalità organizzata. A Roma ci sono 3.500 sale gioco. In queste sale l’usura è sempre presente ed è diventato un grande collettore monetario. Il gioco sta diventando un problema sociale enorme e se ne parla sempre meno. Più sei povero e più sei a rischio e tutto questo è legato oltretutto alla sopraffazione maschile: l’uomo frustrato, vittima dell’usura, si sfoga sulla donna.

Fra le quattro, Eva è la vendicratrice più normale di tutte. È romana, ha una profumeria ben avviata, è innamorata del marito belloccio, ma a un certo punto scopre che quest’uomo ha cominciato a giocare e lei non si rende conto di quanto avanti sia andata la ludopatia del marito.

A ottobre ad approdare in libreria è stata la terza donna: Sara. Il prezzo della verità. Sara la misteriosa, “pronta a mettere in gioco tutto, vita compresa, per inseguire il suo desiderio di vendetta”.

A novembre ha concluso la serie: Luz. Solo per amore. Luz, l’ultima vendicatrice la professionista che si è prostituita volontariamente per poter mantenere la figlia.

Per moltissimi anni il noir è servito per raccontare la crisi, il crearsi di un conflitto antropologico e queste quattro donne ne sono lo specchio realistico che vede la parte femminile ribellarsi per riprendersi la loro vita.

Le vendicatrici è stato un progetto editoriale di sicuro interesse, anche se pubblicare quattro libri nell’arco di sei mesi a un costo medio di 15 euro ciascuno può essere, al momento, un impegno economico non accessibile a tutte le tasche. Li proponiamo come idea regalo! Buona lettura a tutti

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