Ancora un post dedicato a un eBook per tutti, e per tutte le tasche: La strana giornata di Alexandre Dumas. Lo consigliamo come lettura nei momenti di relax e, perchè no, come regalo di Natale.

la strana giornataIl prezzo speciale di € 1,99 rimarrà valido solo nel periodo delle feste natalizie.

Uscito come libro cartaceo nel 2009, viene ora riproposto da Rita Charbonnier in formato eBook e in una nuova versione arricchita. Una ulteriore possibilità di goderne la lettura, sia per chi già conosce il libro, sia per chi ancora non lo ha letto.

La genesi di questo romanzo, racconta Rita Charbonnier, è nata quando si è imbattuta per caso nella storia di Maria Stella Petronilla Chiappini, una donna realmente esistita, nata a Modigliana in Romagna nel 1773, che da giovane per breve tempo era stata anche cantante d’opera. Questo originario reperto ha dato l’avvio a ricerche più approfondite così da trasformare il materiale storico in materia da romanzo, perché: “un romanzo arriva dove la testimonianza storica non arriverà mai; può dimostrare una tesi con efficacia ancor maggiore di quanto non faccia una monografia o un trattato.”

Nel prologo ci imbattiamo un Dumas quarantenne a colloquio con una misteriosa astrologa che dovrebbe prevedergli il futuro. Siamo a Parigi, nel 1843 e la vena inventiva di Alexandre Dumas, drammaturgo famoso, giornalista e scrittore di fiabe e racconti, è bloccata. Dumas non ha ancora scritto nessuno dei romanzi che gli daranno la fama e, nell’incertezza del futuro, vorrebbe conoscere se per l’anno successivo riuscirà a superare questo blocco e a portare a termine con successo il progetto di scrivere opere di più ampio respiro. Consigliato da un amico, lo scrittore si reca da un’astrologa che si rivela buona conoscitrice degli astri ma anche diversa da quello che vuole apparire. Nell’appartamento di Rue de Rivoli niente è come sembra. Lo stesso luogo in cui viene accolto il romanziere non ha l’atmosfera tipica del laboratorio di un astrologo.

Inizia così la giornata di Dumas, a colloquio con un’anziana astrologa che accoglie un promettente scrittore in cerca di domande sul suo avvenire. Il colloquio parte dallo studio degli astri, anche se l’astrologa non promette previsioni per il futuro perché: Sidera non ducunt, sidera non premunt, sed solum signant. Gli astri possono solo indicare la stada, sta a noi riconoscerla.  Dumas è sempre più incuriosito e anche divertito dalla sua interlocutrice che ha uno strano accento, misto d’inglese e italiano. Lo scrittore inizia a informarsi sulle origini e sulla provenienza della donna, che si palesa senza difficoltà: ha tre figli maschi i primi due avuti da un lord inglese, il terzo da un barone russo, ma è nata in Italia, in un paesino della Romagna: Modigliana.

Bastano questi pochi indizi per rivelare a Dumas chi è veramente la dama che gli sta davanti. È stato proprio lui, vent’anni prima, a scrivere, come copista, l’attacco del Duca d’Orléans, contro la dama che aveva osato sfidare il Duca e pretendeva il riscatto della sua vera casata. La donna che si spaccia per astrologa in realtà è una lady, si chiama Maria Stella Petronilla Chiappini e ha attirato Dumas nella sua casa con un nome falso. Lui si è recato all’appuntamento convinto di farsi fare l’oroscopo da una veggente di nome Refoubelet, ma il vero intento di Maria Stella è di narrare la sua storia e convincere Dumas a farne un romanzo.

I due si studiano, in una sorta di tattica dialettica che li porta ad acquistare stima reciproca man mano che la conoscenza progredisce e svela due caratteri opposti ma decisi nelle loro convinzioni. Maria Stella, dispensa consigli forte dell’età e dell’esperienza

“…Non avete ancora trovato la vostra voce… Oppure non non avete ancora trovato la storia giusta. “

“Io… non sono del tutto certo che la vostra storia sia vera … è tutto così bassamente letterario … Mi ci vuole un batter d’occhio per capire se una trama è efficace oppure no. E la vostra non lo è …”

Accade così che nella finzione narrativa l’autrice ci presenta un Dumas scettico e a volte completamente in balia della sua ospite che lo ammalia, anche se non cede del tutto alle sue lusinghe. E la curiosità spinge il lettore a chiedersi se l’anziana dama dai modi aristocratici riuscirà a persuadere Dumas ad ascoltare lo straordinario racconto delle vicende che l’hanno vista protagonista, a turbarlo fino a crederle vere fino a riportarle in forma romanzesca. E questo interrogativo mantiene i lettori incollati lettura, pagina dopo pagina fino alla fine del libro. E mentre Dumas obietta che al racconto di Maria Stella mancano quegli elementi letterari essenziali che trasformano una storia in romanzo, compresa la stessa credibilità, la lady gli offre quella giornata come un dono, una specie di sorgente da cui trarre materiale da romanzare.

Potremmo definire La strana giornata di Alexandre Dumas un romanzo storico, ma sarebbe riduttivo, perché questo romanzo ramifica i suoi temi nascosti in molteplici livelli di lettura I temi superficiali, quelli che colpiscono la fantasia, sono i topoi classici del feuilleton che lo stesso Dumas considera triti e scontati, ma a un livello più profondo ci imbattiamo in due donne, una madre e una figlia, che non si appartengono per legame di sangue, due sofferenze che si ostacolano, due personaggi tridimensionali che scoprono che il legame di sangue è anche quello che si nutre della presenza.

Non mancano spunti metaletterari, né un piccolo affresco del teatro musicale settecentesco. La stessa struttura narrativa richiama il canone teatrale delle tre unità aristoteliche: tempo, luogo, azione. Tutto accade nell’arco di un sol giorno, l’incontro fra i due personaggi non esce dall’interno del salotto di Maria Stella, l’azione è data dalla conversazione al cui interno Maria Stella narra la sua vicenda, dalla nascita fino al giorno dell’incontro con Dumas. Arrivati all’ultima pagina lo svago di poche ore, si materializza in uno spazio da arricchire con più di una riflessione. Gli stessi temi sono presenti e attuali e non è difficile per il lettore riconoscersi in esperienze di crescita conflittuale, ricerca e scoperta di sé.

Rita Charbonnier come narratrice ha molteplici pregi, compreso quello di saper costruire un mondo fantastico ma reale, all’interno del quale i suoi personaggi ci appaiono vivi e credibili. Con estrema leggerezza ci trasporta in un tempo e in una storia lontana da noi di circa duecento anni, mostrandocela come attraverso una lente, così che non ne avvertiamo la distanza. E ci troviamo naturalmente ad assistere all’opera musicale Orfeo ed Euridice  di Ferdianndo Bertoni a Firenze, al teatro di via della Pergola, o a passeggiare nella campagna inglese, o ancora a percorrere le stradine della Parigi insieme ai grandi romanzieri francesi: Dumas o Hugo, .

Non mancano esperienze intime, immaginarie, o incontri con la magia. Bellissima la figura di Beba, strega del bosco nei dintorni di Firenze, con i suoi saggi consigli e i colombi che la circondano e volteggiando intorno alla sua capanna, gli stessi che ritroviamo anni dopo sul tetto della casa di Rue de Rivoli. Storia e letteratura, magia e favola, finzione e realtà: ingredienti sapientemente dosati, che Rita Charbonnier ci offre con grazia.

Giusi R.

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