Novemila giorni e una sola notte

Pubblicato: 3 ottobre 2013 in in libreria
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Novemila giorni e una sola notte è il romanzo d’esordio di Jessica Brockmole, uscito il 19 settembre in Italia per la Casa Editrice Nord.

 Jessica Brockmole - Novemila Giorni ed una sola notte

Trama

Elspeth Dunn vive nell’isola scozzese di Skye, ama disegnare ma soprattutto scrive bellissime poesie, anche se le sarebbe piaciuto studiare geologia. Per un caso fortuito uno dei suoi libri arriva a David Graham, studente di scienze naturali al college di Urbana, Illinois, Usa.

David Graham, il 5 marzo 1912, colpito dalle poesie di Elspeth le scrive una lettera: Molti suoi versi esortano a calpestare le paure della vita e salire sulle vette che ci si parano davanti. Il padre di David vorrebbe che il figlio studiasse medicina, come lui, ma David ama leggere Huck Finn e aspira a studiare letteratura e autori come Mark Twain.

Elspeth risponde al ragazzo e gli racconta che nell’isola di Skye è credenza comune pensare tutti gli americani come cowboy o fuorilegge, ma David non sa dove sia l’isola di Skye. Elspeth disegna per lui una veduta del loch di Peinchorran, dove abita, confessando che non è mai andata al college perché ha paura delle barche, non sa nuotare e non ha il coraggio di entrare in acqua. Il fatto che una nave galleggi non mi sembra giusto… Il mare sa essere spietatodice. Suo padre infatti è un pescatore, come lo era stato suo fratello Alasdair, fino a quando, un giorno, non era più tornato.

Nel 1912 Davey sogna di diventare un ballerino classico come Nižinskij, che ha visto danzare a Parigi. Elspeth scrive: Vivo in mezzo a gente convinta dell’esistenza degli spiriti e delle fate. I libri preferiti di Elspeth sono quelli di W. S. con il suo Signore delle isole e nutre affetto per Alice nel paese delle meraviglie. Davey non sa chi sia W. S. ma gli piace inventare storie per la sua nipotina di un anno.

Cambia scena e cambiano i corrispondenti. Siamo al 4 giugno 1940 e la guerra è già una realtà. Margaret aiuta i bambini di Edimburgo a sfollare nella campagna mentre aspetta con ansia notizie da Paul, pilota della Raf: sono amici d’infanzia, ma lui ultimamente le ha confessato di amarla. Subito dopo Margaret riceve una lettera accorata della madre dove svela di averle nascosto per troppo tempo una parte segreta di sé che, con il precipitare della guerra, ha iniziato a raschiare il muro della sua prigione…

Intanto Paul ha chiesto a Margaret di sposarlo, ma questa notizia provoca la reazione della madre della ragazza che accampa, come giustificazione, l’amara realtà della guerra. La guerra è irragionevole. Non passare il resto della vita a caccia di fantasmi. Margaret invece cerca risposte su un passato nascosto e su quel padre che non ha mai conosciuto. L’unica risposta che fino ad allora era riuscita a ottenere dalla madre consisteva in poche, scarse parole: Il primo volume della mia vita è esaurito.

Mentre Margaret scrive a Paul un rombo scuote il cielo e una bomba cade sul selciato davanti casa. Una lastra di pietra frantuma il vetro della finestra e stacca un pannello di legno liberando il contenuto nascosto che custodiva da chissà quanti anni. Lettere ingiallite volano per la stanza, Margaret ne riesce a prendere una mentre la madre, inginocchiata, raccoglie i fogli sparsi sul pavimento.

Nel frattempo la madre di Margaret scompare e per la ragazza giunge il tempo  di iniziare la ricerca di quel primo capitolo ormai esaurito per scrivere il secondo, seguendo le tracce del passato.

Recensione

Un racconto che usa la forma narrativa dell’epistolario in un tempo in cui di lettere se ne spediscono ben poche. Un genere ormai dimenticato, surclassato da nuove e più immediate forme comunicative che durano comunque lo spazio dall’attimo in cui si leggono, per poi scomparire e non essere più recuperate. Il fascino di Novemila giorni e una sola notte consiste proprio nel recupero di questo mezzo di comunicazione lento, che lascia un segno indelebile, duraturo nel tempo e che può essere custodito come un tesoro.

Sin dalle prime battute è possibile sentire l’eco di 84 Charing Cross Road di Helen Hanff, poi nel corso del racconto sarà la protagonista stessa a portarci, per un frazione di pagina, nella famosa strada londinese dove si affacciavano le librerie più antiche e fornite del tempo.

Helspeth infatti, spinta dall’amore, troverà il coraggio di affrontare la paura del mare e lasciare l’isola dove è nata, grembo materno che l’ha protetta fino a quel momento.

Una narrazione che segue il ritmo di molteplici corrispondenze in un ordine di tempo non rettilineo che procede a salti dove il continuum narrativo è affidato esclusivamente alle lettere in un susseguirsi delle scoperte di una figlia e dei ricordi di una madre.

Annunciato come la storia d’amore che ci accompagnerà in questo inizio d’autunno, questo romanzo è anche una storia dell’amore per la poesia e per i libri, quel legame indissolubile che tiene uniti Elspeth e Davey, nonostante la distanza che li divide, la guerra che li allontana e il tempo che passa. E sono proprio le poesie, i libri e le parole quelle tracce che Margaret seguirà per scoprire un segreto gelosamente custodito dalla madre per vent’anni.

Una lettera non è mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono saturare l’anima.

Bella la grafica della copertina che simula i segni dell’usura del tempo ai margini del libro.

Booktrailer

Riflessione. L’emozione che procura un libro non è tanto nel raccontarlo quanto nel leggerlo.

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Buona lettura.

Suggerimento. Come per ogni libro che parla di libri, oltre che di sentimenti, anche in questo si possono cercare tra le pagine preziosi consigli di lettura.

Curiosità. Dal 1995 un ponte, lo Skye Bridge, collega Kyle of Lochalsh sulla terraferma a Kyleakin sull’Isola di Skye, ed è anche il metodo più economico ora che non si paga neanche più il pedaggio che una volta era di £9. L’attraversata è di appena 500 mt. Da quando c’è questo ponte è aumentato il turismo su Skye.

Il Ponte di Skye

Skye Bridge,

P.S. Le isole scozzesi sono meravigliose!

Giusi R.

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