Archivio per giugno, 2013

Leggi un estratto del primo capitolo

Copertina Evelina e le fate

“Evelina cercava la pace e il silenzio.
Per quello si svegliava prima di tutti. Prima del padre che andava presto nei campi, prima della madre e della nonna che facevano le faccende, prima dei fratelli più grandi che andavano a scuola e di quelli più piccoli che invece dormivano fino a tardi. Certe mattine si svegliava persino prima del gallo. Le piaceva stare un po’ alla finestra della camera e guardare Candelara. Quella mattina si vedevano solo i rami nudi del noce che spuntavano appena in mezzo al bianco. La neve era arrivata già da un po’ ma quella notte doveva averne fatta così tanta che Cristo non ne poteva mandare giù più.”

Editore: Giunti
256 pagine
Disponibile anche: eBook

Il 25 maggio 2013 la libreria Ubik di Monterotondo ha ospitato Simona Baldelli per la presentazione del suo libro d’esordio Evelina e le fate finalista del premio Calvino 2012.

Dialogava con l’autrice la professoressa Alessandra Valentini che ha definito il libro delizioso, così come “deliziosa” è l’aggettivo che meglio calza a questa scrittrice.

Il modo di porgere le parole, di raccontarsi, il tono modulare della voce, il sorriso, la semplicità, sono un tutt’uno con il mondo che narra. E questo mondo, Simona Baldelli se lo porta dentro e riesce a trasmetterlo con una varietà linguistica fatta anche di inflessioni dialettali, che sono i suoni della sua terra.

È la lingua dell’infanzia quella che parlano i suoi personaggi, i primi suoni che hanno ascoltato, ancora neonati e ripetuto fino a farli propri. Un mondo magico, popolato di fate e personaggi da fiaba, ma anche un mondo duro, perché vissuto all’interno di un evento tragico come la guerra.

Simona Baldelli ci racconta un microcosmo visto con gli occhi di una bambina, Evelina appunto. Una bambina che lei si porta dentro, è il suo sangue, sua madre, la sua terra, le radici.

E a proposito di questa nostalgia del paese d’origine e dell’attaccamento alle proprie radici, Alessandra Valentini fa dono all’autrice di una citazione di Cesare Pavese:

Un paese ci vuole fosse solo per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarci

Il commento dell’autrice è calzante e sintetico: sapere da dove si viene aiuta ad andare lontano.

Poi è lei stessa a donarci un suo pensiero a proposito delle parole e dei suoni che le accompagnano, prima ancora di significarle.

Le viene chiesto, riprendendo il passaggio in cui parla del recupero della parola come strumento di intrattenimento, se ci stiamo perdendo qualcosa dall’aver delegittimato così tanto la parola, dando maggior credito a ciò che si fa piuttosto che a quel che si dice o si promette.

Penso, non dico credo, perché lo sto pensando mentre lo dico, che se prima ho utilizzato il termine “parola” forse intendevo “linguaggio”, una cosa che ha a che fare con il suono. Se qualcuno ti promette che farà una cosa, tu non è che ci credi perché ti dice “te lo prometto”, ma ascolti il suono della voce.

Questo è quanto ho cercato di recuperare, anche di restituire, in questa fatica, di utilizzare termini, di non utilizzarne altri, di mettere dentro filastrocche, le prime cose, quando una voce ti rassicura. Ma è una voce che ti rassicura, non sono le parole, una frase di senso compiuto che ti scende sull’anima, ti calma, ti fa passare la paura, ti dà coraggio… è il suono. Il linguaggio per me è questo. Deve restituire dei suoni credibili che abbiano una verità, una naturalezza al loro interno.

Frasi che siano il meno possibile ideologiche e che siano il più possibile piene di sostantivi, piuttosto che di aggettivi o di avverbi. Credo che sia questo anche che vada recuperato, persino nella scrittura: fare attenzione al suono che hanno le parole una dietro l’altra, perché rassicurano, ti accarezzano, ti abbracciano. È la mano che mette la madre sulla pancia del neonato, che però è già voce. Questi suoni che già si sentivano quando eravamo tutti quanti a galleggiare là al sicuro.

Io credo che i suoni siano importantissimi, dai suoni nascono le filastrocche. Non è un caso che ce ne siano tante di filastrocche, che ogni famiglia, ogni casa, ogni quartiere, ogni paese abbia le sue. Io credo che vadano recuperati i suoni e la verità del suono.

Il trailer del libro

Vai all’intervista

Giusi R.

Dopo il successo della Serata PopOrale – Amore & Fame

Tornano i ristorattori con altre poesie, altre canzoni, altri personaggi!

Pagina Pop-Orale - Rome, Italy

Martedì 11 Giugno 2013

All’interno della rassegna benedette serate“...

Serata PopOrale – Ricchi e poveri cristi

Chiostro della chiesa di San Benedetto, Roma

Una succulenta occasione per assaggiare parole e suoni della cultura tradizionale romanesca, napoletana e siciliana

Salvatore Di Giacomo, Giuseppe Gioacchino Belli, Nino Martoglio, Ciullo D’Alcamo e tanti altri

frullati insieme e diluiti tra antipasto, primo, secondo, dolcetti e brindisi

serviti da A. Di Somma G. Mortelliti A. Randazzo D. Venditti M. Zordan

Un “assaggio”

Si apre domani 11 giugno 2013 per concludersi il 3 luglio 2013 la XII edizione del

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ROMA
BASILICA DI MASSENZIO – FORO ROMANO

Festival internazionale di Roma

Dieci incontri all’insegna del sogno, un sogno di umanità e civiltà che prende vita dal discorso I have a dream di Martin Luther King, pronunciato cinquanta anni fa al Lincoln Memorial di Washington.

I had a dream…
storie di sogni diventati realtà /dreames’ tales turning real

È proprio il sogno che si realizza il tema di questa edizione del festival, nel racconto degli scrittori e in un costante rapporto fra reale e immaginario.
Il racconto delle esperienze e la lettura dei testi inediti degli autori avranno come sottofondo musica live e immagini video e fotografiche

Le serate saranno divise in due parti con due diversi punti di vista

Il dire e il fare

Il narrare e il vivere

Programma

11 giugno Lettere dalla terra

Autore Ferdinando Scianna

Autore Edward St Aubyn

Autore Vinicio Capossela

Esperienza FAI – Fondo Ambiente

Musica Evì Evàn 

12 giugno Segnali dell’era digitale

Autore Jennifer Egan

Autore Scott Hutchins

Autore Emanuele Trevi

Esperienza GamePix

Esperienza InnovActionLab

Musica De Klan

13 giugno Una questione d’ambiente

Autore Edwidge Danticat

Autore Finalisti Premio Strega 2013

Esperienza FAI – Fondo Ambiente Italiano

Musica Claudio Coccoluto

Giusi R.

Il Teatro Greco in un momento dell’ Edipo re – 7000 persone- ph Franca Centaro

Daniele Pecci, attualmente impegnato  al Teatro Greco di Siracusa come protagonista della tragedia Edipo re di Sofocle, sta riscontrando grandi consensi di pubblico e critica.

MestiereLibro lo ha contattato e, nonostante i molteplici impegni, il noto attore ha gentilmente accettato di concederci un’intervista.

Daniele Pecci, Lucrezia Rosa Di Blasi, Sabrina Petrolito, Maurizio Donadoni – ph Franca Centaro

Al momento Lei è a Siracusa con uno spettacolo universale recitato in un teatro unico al mondo. L‘Istituto Nazionale del Dramma Antico si impegna al massimo per mantenere vivo questo patrimonio, ma i nostri monumenti storici e artistici forse meritano un maggiore interesse e riconoscimento da parte dello Stato Italiano?

Certo. Anche solo per il fatto che frutterebbero da soli un introito tale da risolvere più della metà dei problemi economici dell’Italia.

Cosa rende attuale, oltre alla potenza della poesia, un’opera tragica scritta 2500 anni fa: l’ineluttabilità del fato da cui l’uomo non si salva o l’incompiutezza della natura umana che genera conflitti e l’inevitabile punizione divina?

Anche. Più semplicemente direi che nel mito risiede la natura più profonda dell’uomo.

Il pubblico arrivato a Siracusa da tutto il mondo, come ha accolto, secondo lei, la suggestiva messa in scena dell’Edipo re 2013?

Con un entusiasmo che mai ho riscontrato in tutta la mia carriera in nessuno dei 3 campi nei quali agisco. Potere anche dello spazio.

Si è parlato della gigantesca testa di pietra, firma registica di Daniele Salvo, come simbolo dell’aspetto introspettivo e psicoanalitico di Edipo, eroe predestinato. Lei come si è preparato e come è cresciuto il lavoro di personificare un personaggio così complesso.

 Ho semplicemente studiato a fondo l’opera. Ho cercato di capirla. E di restituire il senso profondo di ciò che avevo fatto mio.

Hic et nunc, è la particolarità del teatro: la fruizione dello spettacolo dal vivo, unico e irripetibile. Allo spettatore rimane l’emozione del momento. Lei cosa porterà di questa esperienza nel suo bagaglio di attore?

Ancora non lo so. Certamente la consapevolezza di aver avuto un’esperienza unica, da ogni punto di vista.

Quali consigli darebbe a chi vuole intraprendere questa carriera?

Studiare il più possibile, prepararsi, migliorarsi senza posa e sperare nella dea bendata.

Vorrei concludere parlando di libri, per mantenermi in tema con il blog MestiereLibro. Quanto è importante per un attore la lettura e qual è il primo libro che ha letto e non ha dimenticato.

Non so per gli altri, per me lo è moltissimo. La suggestione della lettura è la mia prima fonte d’ispirazione. Moltissimi libri. Se devo dirne solo uno: delitto e castigo.

Il libro che brucerebbe o che, se mai, vorrebbe scrivere?

Non credo brucerei mai dei libri. Non so, scriverei volentieri racconti brevi.

Un libro che si sente di consigliare ai nostri lettori?

 “Nel ventre”. Di S.C. Perroni. Lo sto leggendo ora.

Grazie per il tempo dedicatoci.

Grazie a voi, 

 Daniele.

Locandina Le scrittrici

 

Mercoledì 5 giugno 2013, alle ore 15,  presso il Museo dell’arte Classica-Aula Odeion della Sapienza – Università di Roma si terrà la conferenza:

Lavori in corso all’archivio del Novecento: le scrittrici

a cura del Dipartimento di Studi Europei, Americani e Inteculturali della Facoltà di Lettere e Filosofia.

In particolare si illustreranno i lavori in corso sui Fondi di Luce d’Eramo, Paola Masino ed Elsa de’ Giorgi, conservati presso l’Archivio del Novecento.

L’incontro è occasione di confronto sui risultati delle recenti ricerche svolte presso l’archivio del Novecento della Sapienza sulle opere e le personalità delle intellettuali italiane, tra le quali, Fausta Cialente, Luce d’Eramo e Gianna Manzini. Le pubblicazioni oggetto di dibattito sono state elaborate dai ricercatori nell’ambito del progetto Firb 2006 ancora in corso.
Interverranno Marina D’Amelia, docente di Storia moderna, Marco d’Eramo, giornalista, Elio Pecora, poeta e scrittore e i membri del gruppo di ricerca.